Wine & food

ottobre 2010

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40 anni di Caparzo. Applausi

Elisabetta Gnudi Angelini ha organizzato una splendida giornata per festeggiare i 40 anni della “sua” Caparzo a Montalcino. Un tiepido sole autunnale ci ha messo del suo, illuminando i filari ormai spogli di uve e regalando contrasti di colori unici, grazie agli splendidi gialli e rossi che solo l’autunno toscano sa regalare. La visita in cantina tra barriques e tonneaux conduce fino allo scrutare le incredibili sfumature di quello che sarà il Brunello 2010. Poi spazio alla verticale dedicata a Le Grance (Igt a base di Chardonnay 70%, Sauvignon Blanc 20% e Traminer 10%) e ovviamente a sua maestà, Brunello. Sotto la regia degli enologi Massimo Bracalente e Paolo Vagaggini, il viaggio parte dall’incantevole e sorprendete bianco. 2007, 2002, 1996 fino ad uno straordinario 1993 regalano sensazioni che non ti aspetti. Nonostante la maturità alle spalle, l’equilibrio al naso e in bocca è ancora perfetto. Un vino da mettere in cassaforte e intestare ai nipoti. Bene anche il Brunello, in questo caso proposto nella annate 1997, 1993, 1985 e 1979 frutto dei vigneti del Podere La Casa che danno il nome al vino. La costante è ancora l’annata 1993, decisamente eccezionale sia per i bianchi che per i rossi. Molto bene anche il 1979. Il pranzo preparato dalla chef Angelo è da leccarsi i baffi. Si parte con una selezione di quattro diverse tipologie di ostriche francesi per esaltare l’abbinamento con il bianco della casa. Poi è un tuffo nei sapori più genuini della tradizione senese: pinci (come li chiamano gli orgogliosi ilcinesi) al ragù bianco; maialino in crosta con patate, selezione di Pecorini di Pienza e dolce. Applausi.

 

Sabato 30 ottobre On Air

Il bilancio della vendemmia nel territorio del Chianti Classico in compagnia di Sergio Zingarelli, vice Presidente del Consorzio del Gallo Nero. Poi i 40 anni dell’azienda di Montalcino Caparzo con Elisabetta Gnudi Angelini. Tutti gli appuntamenti della nuova edizione della Biennale Enogastronomica di Firenze (6-22 novembre 2010) con Leonardo Romanelli. E, infine, con Nicola Landi si alza il sipario sulla rinnovata formula dell’Osteria Al Cassero di Poggibonsi che propone anche una birreria con selezioni artigianali, italiane ed estere. Questo l’abstract della puntata radiofonica di Wine Station in onda su Antenna Radio Esse sabato 30 ottobre: per ascoltarla clicca qui. E per chi si trova nelle Terre di Siena tanti consigli: dal Crastatone di Piancastagnaio, all’ “olio novo” a Montisi e il Trekking Urbano con tappe gustose lungo mete insolite di Siena.

Saturday October 30rd

An overview of the grape harvest in the Chianti Classico together with Sergio Zingarelli, vice president of the Gallo Nero Consortium. Then the 40th anniversary of the Montalcino Caparzo company with Elisabetta Gnudi Angelini. All the appointments for the new edition of the Food & Wine Biennial in Florence (6 to 22 November 2010) with Leonardo Romanelli. And finally, with Nicola Landi the curtain rises on the renewed formula of the Osteria Al Cassero in Poggibonsi with its craft beer selection, both Italian and foreign. This is the abstract of the Wine Station episode on air Saturday, October 30th on Antenna Radio Esse: click here to listen. And for those who might find themselves in the Terre di Siena many suggestions, from the Crastatone at Piancastagnaio, to the “new oil” at Montisi and Urban Trekking with tasty stops at unusual destinations of Siena.

Ecco il touch menù sull’I-pad

Non entro mai nei ristoranti che all’ingresso mostrano su trepiedi le foto dei piatti del menù. Per me è sinonimo di luogo per turisti che evito anche quando sono in veste di turista. Però dovrò cambiare idea sulle foto gastronomiche se uno chef come Gualtiero Marchesi nel suo ristorante milanese Teatro alla Scala “Il Marchesino” propone un nuovo menù touch: praticamente un iPad dove si può scegliere cosa mangiare toccando lo schermo con il polpastrello e scorrendo le foto dei piatti. E’ la nuova frontiera della ristorazione che si adegua e manda in pensione l’elenco delle vivande per sostituirlo con l’ultima frontiera hi-tech. Sembra che l’idea l’abbiano avuta gli americani che da tempo la stanno utilizzando anche per la carta dei vini. Dopo i giornali online, i libri da scaricare, arrivano le pappardelle alla lepre sull’iPad con le informazioni anche sugli ingredienti utilizzati per cucinarle, così da evitare figuracce ai camerieri che non sempre sanno cosa c’è nel piatto. Ora, dunque, ci vorrà il fotografo con l’occhio gastronomico per scegliere la luce migliore e rendere onore con uno scatto all’impepata di cozze o agli spaghetti al profumo del bosco. E a proposito di aromi, in attesa dell’iPad che fa sentire anche gli odori della cucina del ristorante, io rimango affezionata al menù scritto a mano su carta da macellaio.

The Restaurant Menu Now on iPad Touch

I never go to restaurants that show photos of their dishes at the entrance. For me it’s a sure sign the place is for tourists only, so I avoid them even when I’m a tourist myself. But I have to change my mind about food photography if gourmet chefs such as Gualtiero Marchesi in his restaurant in Milan, Teatro alla Scala “Il Marchesino” offer a touch menu: it’s practically an iPad on which you can order by scrolling through the photos and tapping the screen with your finger. It’s a new frontier for the restaurant industry, an industry that’s now adapting, replacing the old food list with the ultimate hi-tech object. It seems the Americans thought of it first, and have already been using it for the wine list. After the online journals and the books for download, here we have the pappardelle with rabbit meat on the iPad, with information on the ingredients used, so as to avoid embarrassing the waiters who do not always know what the dish contains. Now we’ll need photographers with an eye for gourmet food to choose the best light and pay tribute with one click to the “impepata” with mussels or to the spaghetti with a forest perfume. And speaking of aromas, waiting for an iPad that also brings you the smells from the restaurant’s kitchen, I remain loyal to the menu written by hand on butcher paper.

In Maremma al via Gustatus

La Maremma si è forse svegliata dal torpore e sembra aver capito cosa vuol dire promuovere e valorizzare il proprio territorio. Il dado è stato tratto con la prima edizione di Maremma Wine Shire, ora pronto ad essere esportato a Milano per allargare i confini della conoscenza. Certo ci sarebbe da ridire, e molto, sul nome e sopratutto sulla scelta di affidarsi ad un esperto vitivinicolo a costi decisamente impegnativi, ma qui si entra in meandri non di nostra competenza. Resta il fatto che “qualcosa si muove” ed è sicuramente questo l’aspetto più importante per valorizzare una terra unica che ha tanto da mostrare. Questo fine settimana, ad esempio, si terrà la quinta edizione di Gustatus, un evento gastronomico realizzato dal Consorzio Welcome Maremma e dal Comune di Orbetello. Vorrei linkarvi al sito ma al momento pare ko (caso mai riprovate voi qui). Comunque il centro di Orbetello sarà animato da degustazioni all’aperto e spazi dedicati ai mestieri antichi mentre nei ristoranti convenzionati sarà possibile mangiare piatti tipici a prezzi ragionevoli. Per gli amanti del genere sarà possibile anche fare una gita in battello lungo la laguna di Ponente. Insomma un modo interessante per scoprire una terra schietta e genuina seppur ancora banda larga free.

AAA Osteria Toscana Cercasi

E’ uscita la nuova edizione (la numero 21!) di Osterie d’Italia 2011 edita da Slow Food, una delle guide più gettonate dagli italiani. Il modo ideale per scovare osterie tradizionali, trattorie e ristoranti familiari, enoteche con cucina e agriturismi in ogni angolo dello Stivale. Quest’anno la Chiocciola di Slow Food, il riconoscimento più importante, assegnato alle osterie meritevoli per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza, è stata assegnata a 226 locali. Il Piemonte con 24 indirizzi, è la regione con il maggior numero di osterie premiate, seguita dalla Lombardia (23), Veneto(20), Toscana (19) e Campania (18). Queste le chiocciole toscane: Summertime (Capoliveri, Li), Antica fattoria del Grottaione  (Castel del Piano, Gr); Il Cantuccio (Castiglione della Pescaia, Gr); La solita zuppa (Chiusi, Si); Da Burde (Firenze); Locanda borgo antico (Greve in Chianti, Fi); Mangiando mangiando (Greve in Chianti, Fi); Oste scuro (Grosseto); Hosteria la vecchia ròta (Marciano della Chiana, Ar); Il frantoio (Montescudaio, Pi); Il pozzo (Pieve Fosciana, Lu); Il Garibaldi innamorato (Piombino, Li); Re di Puglia (Pisa); Da Bussè (Pontremoli, Ms); La tana degli orsi (Pratovecchio, Ar); Osteria del carcere (San Gimignano, Si); Da Gagliano (Sarteano, Si); Hosteria il carroccio (Siena); Il conte matto (Trequanda, Si). Il volume, che con una bottiglia e una mezzaluna di formaggio premia, rispettivamente, le cantine più fornite e i locali che presentano la migliore selezione di caci; è in vendita a 20 euro per 912 pagine.

Con Gusto&Salute il cioccolato è magico

Buono, buonissimo, dal profumo capace di evocare la più languida delle acquoline, dalla consistenza in grado di sedare qualunque ansia e dal sapore che dissolve  qualsivoglia forma di  tristezza o di malinconia. E per niente proibito. Basta conoscerlo. E’ vero, ha molte calorie: 545 in 100 grammi di cioccolato al latte, 543 in quello al gianduia e 515 in quello fondente. Ma ha anche un interessante corredo di magnesio, calcio, ferro, fosforo, rame, potassio e alcune vitamine del gruppo B. Il cacao, e quindi il cioccolato, hanno un elevato contenuto di flavonoidi, presenti anche in molti frutti e vegetali, che gli conferiscono un’azione antiossidante  con  effetti positivi nella riduzione del rischio di malattie croniche e sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Contiene anche sostanze psicoattive che gli attribuiscono la capacità di contrastare stati di ansia e depressione, aumentando il benessere fisico e psichico, con riverberi sulla concentrazione e la capacità lavorativa. La sua versione con aggiunta di nocciole, mandorle o pinoli, contiene anche una buona fonte di acidi grassi monoinsaturi che svolgono un’azione di controllo sul colesterolo, con effetti protettivi nei confronti dell’arteriosclerosi. Tutte queste caratteristiche nutrizionali, fanno del cioccolato un alimento adatto a giovani e sportivi, ma anche ad adulti ed anziani per contrastare stress e invecchiamento. Possiamo quindi dedurre che il cioccolato costituisce un pericolo solo per il nostro peso. Come e quando consumarlo, dunque, senza che ci assalgano i sensi di colpa? Sicuramente in piccolissime quantità, visto il ragguardevole apporto calorico, e fra i pasti principali, come piccolo spuntino. A questo proposito, un suggerimento: 50 grammi di cioccolato, accompagnato da  altrettanto pane, costituisce una merenda energetica e golosa.

La ricetta della settimana

Torta di cioccolato all’arancia

Ingredienti per 10 porzioni: 175 grammi di zucchero; 175 grammi di burro; 3 uova; 175 grammi di farina; 2 cucchiai di cacao amaro; 2 cucchiai di latte; 3 cucchiai di succo d’arancia; scorza grattugiata di mezza arancia; 1 bustina di lievito. Preparazione: sbattere il burro ammorbidito con lo zucchero in una terrina finché non risulteranno spumosi. Aggiungere le uova una alla volta, mescolando con cura. Unire la farina e il lievito. Dividere in due parti  il composto ottenuto. In una di esse incorporare il cacao e il latte e mescolare con cura. Aromatizzare l’altra metà con il succo d’arancia e la scorza grattugiata. Ungere leggermente una tortiera di circa 20 cm di diametro. Trasferirvi i due impasti, alternando cucchiaiate dell’uno e dell’altro. Preriscaldare il forno a 190 gradi e cuocervi la torta per 25 minuti circa. Lasciare intiepidire la torta e trasferirla su un piatto. Cospargerla a piacere con zucchero a velo o con cacao. Considerando che una porzione di torta contiene circa 300 calorie, può essere un buon alimento per la prima colazione o per una merenda sostanziosa. Si può sostituire il succo e la buccia grattugiata dell’arancia, con quella del limone o del mandarino.

Autoctoni veri da scoprire

Seconda ed ultima puntata del resoconto da Bolzano, dove ho preso parte ad Autochtona 2010 facendo parte della giuria del premio “Autochtona award 2010” riservato ai migliori vini della penisola italiana prodotti, ovviamente, con vitigni autoctoni.

La giuria. Da sinistra: Riccardo Oldani, Maurizio Gilly, Luciano Pignataro, Alessandro Franceschini (in basso), Toni Lercher, io, Pierluigi Gorgoni

Esperienza molto interessante in compagnia di autorevoli colleghi come Luciano Pignataro (giornalista de Il Mattino di Napoli, blogger e scrittore), Pierluigi Gorgoni (del Comitato Editoriale e responsabile degustazioni Spirito diVino, autore di Guida Vini d’Italia de l’Espresso), Riccardo Oldani (giornalista, incaricato di Ristoranti – Imprese del Gusto e BarGiornale), Maurizio Gily (giornalista, direttore MilleVigne) e Toni Lercher (delegato della Associazione Vinarius, titolare dell’Enoteca dell’Orologiaio di San Candido, Bolzano). Ottimo il lavoro svolto da Alessandro Franceschini. Questo l’esito del concorso.

Cascina delle Rose (Piemonte) premiata con la Barbera D’Alba Superiore “Donna Elena” Doc 2006 nella categoria “Miglior vino rosso”. Cantina Giogantinu (Sardegna), che si è aggiudicata il premio “Miglior vino bianco” con il Karenzia Vermentino di Gallura Superiore Docg 2009. Azienda Agricola Biava (Lombardia), presente con il Consorzio di Tutela Moscato di Scanzo, ha conseguito il premio come “Miglior vino dolce” con il Moscato di Scanzo Docg 2007. La Fattoria Carsica Baijta di Skerlij (Friuli-Venezia Giulia) ha infine conquistato il “Premio Speciale Terroir” con il suo Venezia Giulia Igt Terrano 2008.

High altitude tastings: Lagrein

Wine Station has visited Autocthona, the local wines’ Forum organized within the spaces of the Bolzano Fair. The seventh edition opened yesterday (Monday, 25 October) and will run until Thursday 28th (for info click here). Before the cutting of the ribbon we attended an interesting tasting of a Lagrein from the Alto Adige DOC (for the uninitiated it is a red grape variety native to South Tyrol, now mainly vinified as red and pink but in the past also as white) brilliantly led by sommelier Chris Mayer. The location was a beautiful farm, the Buschenschank Oberlegar run by the Schwarz a Mölten family, above Terlan and between Merano and Bolzano. A traditional atmosphere, cold and rainy outside, but warm and tasty inside. These are the labels worth writing down and uncorking in the company of dumplings, local sausages and mustard, perfect when the cold season is approaching:

Grafenleiten Obermoser Riserva 2000 (aged in small barrels for 18 months and then in large barrels for 2 months. Very lively and fresh in the mouth).

Porphyr Reserve 2002 Terlano Cellar (spicy smell, elegant and cool in the mouth).

Barbagol Laimburg Riserva 2004 (French oak barrels for 20 months and 4 months in bottle. The name says it all: the sorcerer who bewitches the senses).

Also deserve a special mention: Egger Ramer Reserve 2007 from the Tenuta Kristan and the Abtei Muri Reserve 2004 from Muri Gires. And if you are a fan of typical products experience the Schiava, another vine native to the area, produced by our host.