Wine & food

giugno 2011

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Il Dolceforte porta il Palio a tavola

Assaporare i sapori schietti e genuini che caratterizzano i giorni del Palio ma anche soffermarsi su aneddoti e curiosità della Festa di Siena, specie per chi viene da fuori e la conosce meno. E’ con questo spirito che il Ristorante Dolceforte di Siena (in via Calzoleria, a due passi da Piazza del Campo) organizza tre serata dedicate a “Il Palio a tavola – Saporti e Saperi della Festa” in programma da stasera (28 giugno) a mercoledì 30 giugno. In collaborazione con il Centro Guide Turistiche di Siena i commensali avranno la possibilità di soffermarsi su assaggi di piatti robusti come le acciughe sotto pesto, la trippa, la pappa al pomodoro e i salumi (ovvero alcuni degli ingredienti che andranno a comporre l’antipasto del contradaiolo) e piatti tradizionali, come i Pici alla senese. Il tutto mentre le Guide racconteranno in modo piacevole e non invasivo alcune curiosità sul Palio, sulle Contrade e sulle tradizioni, accompagnate dai suoni tipici che dettano i tempi della Festa. Ovviamente le guide garantiranno una descrizione multilingua, a seconda della diversa provenienza del commensale. Un modo diverso, quindi, per vivere i 4 giorni, specie per turisti e curiosi che in questi giorni riempiono Siena ma che, spesso, non sanno esattamente cosa sta accadendo intorno a loro. La serate inizeranno alle 20,30 e prevedono un costo di 25 euro a persona. Per informazioni è possibile contattare il Ristorante Dolceforte allo 0577-282526.

La tavola del Palio: ecco la prova delle acciughe a colazione

Acciughe sotto pesto, trippa, fiori fritti. Il tutto servito di prima mattina. Per stomaci forti direte voi? No, per i contradaioli senesi nei giorni di Palio. Altro che brioche e cappuccino, roba da signorine… La festa senese che per i profani ricordiamo dura 4 giorni (29 giugno-2 luglio Palio di Provenzano, 13-16 agosto Palio dell’Assunta), è un crescendo di emozioni che anche la tavola ripropone ormai da centinaia di anni. Sapori forti, decisi che ben invitano a bere, Chianti o rosso delle campagne senesi. “Vino bono” come si dice in senese, che non deve essere etichettato o di prestigio, ma senza difetti e che, dopo l’eventuale sbornia del giorno prima, non lasci il cerchio alla testa. I giovani e gli attempati, dunque, abbandonano per quattro giorni la dieta e dopo aver seguito in piazza del Campo i cavalli correre, si ritrovano nelle rispettive contrade dove si apparecchia per strada e si mangia. Le più azzardate sono appunto le colazioni con proposte appetitose alle quali si aggiungono anche salame, prosciutto e capocollo (la coppa per capirsi). Ma a tavola in contrada ci si siede anche per cena ma a questo argomento lasciamo un altro post. La cucina è affidata al contradaiolo più bravo ai fornelli, a cui si aggiungono altri aiutanti più o meno esperti. Quelli scarsi, invece, di solito puliscono le cipolle e sbucciano le patate. Si narra di colazioni a base di fritto con grandi padelle e pastasciutta con rigatino. Ma per assaporare proprio l’atmosfera paliesca vi suggeriamo di fare colazione con il pane fresco, le acciughe sotto pesto e un bicchiere di vino rosso. Se superate questa prova potete venire a Siena e vivere i magnifici quattro giorni di Palio.

Ricetta: comprate dal salumiere 10 acciughe salate poi dall’ortolano un bel mazzo di prezzemolo e, se le trovate, qualche foglia di dragoncello. Nella dispensa avrete sicuramente aglio, olio, peperoncino, pepe. Lavate le acciughe sotto l’acqua corrente per togliere il sale, quindi apritele e togliete la lisca centrale. Pulite il prezzemolo prendendo solo le foglie, sbucciate due spicchi d’aglio. Quindi in un  tritatutto passate il prezzemolo, l’aglio, il peperoncino ed il pepe. Sistemate in un recipiente fondo, una prima fila di filetti di acciughe e cospargete con il trito verde, continuate con un’altra fila di acciughe e altro trito fino a che avrete terminato gli ingredienti. A questo punto coprite tutto con l’olio e lasciate riposare per una giornata. E’ una bontà!

In radio l’ultima puntata con lo scrittore Marco Malvaldi

Lo scrittore pisano Marco Malvaldi, autore di “Odore di Chiuso” e della divertentissima saga ambientata al Bar Lume, è il protagonista dell’ultimo appuntamento della terza stagione di Wine Station, in onda sabato 25 giugno, su Antenna Radio Esse dalle 12,10 alle 13 (per ascoltarci clicca qui). Chef mancato e grande appassionato di Merlot, Malvaldi racconterà agli ascoltatori come è nato il suo legame con l’enogastronomia che lo ha portato a scegliere in Pellegrino Artusi il protagonista del suo ultimo giallo, ambientato nella Maremma di fine ‘800. L’approfondimento è invece dedicato a Lorenzo Bencistà Falorni, imprenditore di Greve in Chianti, inserito tra i 50 uomini più influenti del mondo del vino secondo la prestigiosa rivista britannica Decanter. La sua Enomatic, infatti, è un’azienda leader a livello planetario nella degustazione e somministrazione di vino al bicchiere. Per gli eventi Wine Station presenterà le serata della prima edizione del Festival Melodica del Vino al via martedì 28 giugno in location esclusive delle province di Siena, Firenze e Grosseto grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con la Regione Toscana e il Sistema Fondazione Toscana. Cristina Leoni metterà in palio dei biglietti omaggio riservati agli ascoltatori di Wine Station. Infine l’ultima tappa al ristorante della stagione sarà alla Taverna di Santa Colomba nel comune di Monteriggioni, dove assaporare piatti genuini della tradizione toscana.

Chef lombardi e toscani si incontrano a Casole d’Elsa

Serata da veri gourmet quella in programma domani sera al Ristorante Il Colombaio di Casole d’Elsa. E’ infatti prevista una nuova tappa del tour gastronomico dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia e organizzato dall’Acqua Valverde e da Charming Italian Chef. Domani sera saranno protagonisti al Ristorante di Casole d’Elsa, gli chef MauroElli del Cantuccio di Albavilla (Como), Massimo Sola del Ristorante Torrelago di Biandronno (Varese) e Stefano Pinciaroli del PS Ristorante di Cerreto Guidi (Firenze) che affiancheranno il padrone di casa, lo chef Umberto Gorizia, per dare vita a un mix tra cucina creativa e tradizionale di Lombardia e Toscana. Per una serata, quindi, il grande compagno di viaggio della cucina di alto livello sarà soprattutto l’acqua! Anche se, ovviamente, non mancherà il vino. La serata è in programma a partire dalle ore 20 per info e prenotazioni: 0577 949002- info@ilcolombaio.it.

Da domani la riforma del Turismo firmata Brambilla. Anche i ristoranti a tutela del made in Italy

Il Ministro del Turismo batte un colpo. Il dicastero guidato da Michela Vittoria Brambilla, dopo aver stretto un accordo con il collega Francesco Saverio Romano all’agricoltura per l’enoturismo in Italia, sta per varare la Riforma del Turismo che coinvolgerà anche i ristoranti. Entrerà infatti in vigore domani, martedì 21 giugno, e valorizzare l’enogastronomia del Belpaese anche attraverso una specifica tutela rivolta ai ristoranti, quali ambasciatori del made in Italy  nel mondo. In sostanza pare che i ristoranti siano destinati a diventare vere e proprie imprese turistiche (con tanto di incentivi e contributi). Non solo: i locali che meglio contribuiscono ad esportare le eccellenze italiane in giro per il mondo saranno premiati con tanto di medaglia. Sembrano questi i primi frutti della Commissione governativa per il Turismo creata da tempo dalla Brambilla con il Grande Maestro della Cucina italiana, Gualtiero Marchesi, alla guida. ”Una vera svolta, un profondo mutamento di prospettiva, che finalmente inquadra le imprese della ristorazione, a tutti gli effetti, tra gli attori principali produttori di ricchezza dell’economia turistica italiana”. Afferma la Brambilla nel presentare la riforma. I migliori interpreti della cucina italiana verranno attribuiti da una apposita Commissione Ministeriale e consegnati all’interno di una nuova manifestazione dedicata alla ristorazione, un vero e proprio Festival della Ristorazione che si svolgerà in occasione della Giornata Mondiale del Turismo il prossimo 27 settembre a Milano.

On Air con Slow Food e la Tuscan Wine School

Anche Wine Station festeggia i 25 anni di Slow Food. Nella puntata di sabato 18 giugno (per ascoltarla cliccate quiMarco Bechi dal Mercatale di Sovicille illustrerà gli eventi di Slow Food Day, in programma in tutta la Toscana per festeggiare il compleanno della “Chiocciola”, nata nel 1986. Spazio poi alla Tuscan Wine School, il servizio attivo a Siena per insegnare tutti i segreti sul vino agli stranieri in vacanza nel territorio. Sarà Rebecca Christophersen (alias Rebecca “Wine”) a spiegare come funziona la scuola che propone degustazioni, approfondimenti didattici e visite in cantina. Per gli eventi, Wine Station fa tappa alla Fattoria Sant’Appiano di Barberino Val d’Elsa che domani inaugura la terza edizione di Sant’Appiano d’Autore con protagoniste le opere dell’artista Paolo Staccioli. Infine, nel solito spazio dedicato al gusto, Giuseppe Calabrese di Repubblica presenta la nuova guida dedicata ai Ristoranti di Firenze e della Toscana, da qualche giorno nelle edicole di tutta la regione con tanti consigli sui ristoranti, i luoghi del gusto, le aziende del vino e dell’olio e le migliori rotte dei sapori.

25 years of Slow Food on Wine Station

Wine Station is also celebrating 25 years of Slow Food. The episode airs tomorrow, Saturday, June 18, from 12.10 to 13 on Antenna Radio Esse. Marco Bechi from the Mercatale of Sovicille will illustrate the Slow Food Day events, scheduled throughout Tuscany to celebrate the birthday of the “Snail”, born in 1986. Up next, the Tuscan Wine School, the service active in Siena, in Stalloreggi, teaching all the secrets of wine to foreigners on holiday. Rebecca Christophersen (aka Rebecca “Wine”) will explain how the school works, offering tastings, winery visits and educational insights. For the events section, Wine  Station makes a stop at the Sant’Appiano farm in Barberino Val d’Elsa, where the third edition of Sant’Appiano d’Autore, starring the work of artist Paul Staccioli, opens tomorrow. Finally, in the usual space dedicated to taste, Giuseppe Calabrese of the Repubblica presents the new guide dedicated to restaurants in Florence and Tuscany, already on newsstands throughout the region with many tips on restaurants, gastronomy places, wine and oil producers, as well as the best “flavor routes”.

Vernaccia e Chianti Colli Senesi fanno rotta a NY

Il vino senese fa tappa a New York. La Vernaccia di San Gimignano e il Chianti Colli Senesi, in collaborazione con l’Enoteca Italiana, saranno infatti di scena dal 21 al 29 giugno nella Grande Mela per 7 serate in 7 diversi ristoranti. Anfora, Bottino, L’Artusi, Ciano, Falai, Locanda Verde e Sorella sono i nomi dei locali che ospiteranno i vini senesi per serate di approfondimento e degustazione organizzate nell’ambito de La Toscana a New York che vuole contribuire a diffondere la conoscenza delle due denominazioni senesi tra il pubblico statunitense. Il ristorante Locanda Verde – di Robert De Niro, che avrà così l’occasione di apprezzare i vini delle due Denominazioni –  ospiterà anche un seminario degustazione rivolto ai giornalisti di settore e lifestyle newyorkesi. In autunno la manifestazione continuerà in terra di Toscana, con un gruppo di giornalisti newyorkesi che saranno ospiti dei produttori per vivere in diretta uno dei momenti più belli e importanti del mondo del vino, la vendemmia. La sinergia dei due Consorzi, insieme ad Enoteca Italiana, ha reso possibile il superamento di quelle barriere che troppo spesso limitano le azioni promozionali di Denominazioni come la Vernaccia di San Gimignano, tanto antiche e radicate nel territorio, quanto prodotto ‘di nicchia’, con una produzione annua che sfiora i cinque milioni di bottiglie. “La settimana newyorkese di degustazioni, che già segnano il tutto esaurito in ogni serata – spiega Letizia Cesani, Presidente del Consorzio della Denominazione San Gimignano – è la prima tappa del piano promozionale realizzato dal nostro Consorzio negli Usa e che proseguirà con un incoming in terra toscana nel prossimo autunno. Questa presenza è stata possibile grazie alla collaborazione con il Consorzio Chianti Colli Senesi, il cui Presidente Cino Chinugi de Pazzi è in piena sintonia con la nostra idea di trovare sinergie e sviluppare collaborazioni istituzionali, che rappresentano l’unica strada possibile per una promozione incisiva e continuativa. Inoltre si tratta di due denominazioni senesi che condividono la stessa area di produzione e siamo fieri di essere i testimonials delle produzioni agroalimentari d’eccellenza della provincia di Siena negli States”.

Beato chi ha l’orto!

Fortunato chi ha un orto! Con tutti questi allarmi più o meno giustificati, di batteri killer che attaccano “i cetrioli, anzi no, i germogli di soia”, il coltivare in proprio zucchine, cavoli e insalata è una vera fortuna. Innanzitutto per i vegetariani, poi per tutti quelli che non riescono a mangiare senza verdure. La maggioranza sono donne, dicono le statistiche. Le verdure, insomma, sono fondamentali per la nostra alimentazione e anche in cucina: sostengono i grandi chef che per valorizzare i piatti occorrono i sapori ed i colori degli ortaggi, meglio se prodotti nell’orto sotto casa. Ma c’è di più, alcuni cuochi “stellati” di fama internazionale scelgono di lavorare in ristoranti in provincia, meglio se immersi nella natura, proprio perchè hanno la possibilità di lavorare con materie prime di qualità. Insomma come Michelangelo quando andava alle cave di Carrara a scegliere i pezzi di marmo… Dunque la verdura è necessaria e per questo è arrivato il momento di farsi un orto in giardino o nel terrazzo. Se abitate nel centro di Milano al quarto piano di un palazzo senza balconi per forza dovete desistere e accontentarvi del mercato, per gli altri ecco le istruzioni per l’uso. Recarsi in un megastore per hobbysti e acquistare tutto il necessario: zappa, vanga, rastrello, gomma per annaffiare o annaffiatoio, vasi, forbici. Optional: guanti, cappello di paglia e cestino di vimini. Proseguire per un vivaio e rifornirsi di terriccio, concime e delle piantine di verdure, da scegliere seguendo i propri gusti: pomodori, zucchine, fagiolini sono le più facili da coltivare. Quindi di corsa a casa a preparare il terreno per poi metterle a dimora. Con l’annaffiatura giornaliera, il clima adeguato, e un buon apporto di fortuna, ce la farete tra un mesetto a mangiare il frutto del vostro raccolto. Se quest’anno non avrete grandi risultati potrete sempre a fine anno acquistare il calendario di Frate Indovino e specializzarvi su fasi lunari e metodi contadini per avere successo nell’orto.

On Air con il “re” della Chianina

Il nuovissimo Wine Bus che parte da Montalcino e il “re” della bistecca Simone Fracassi sono tra i protagonisti della puntata di Wine Station, di sabato 11 giugno, su Antenna Radio Esse dalle 12,10 alle 13. Nadia Bindi, dell’agenzia di viaggi Artemisia, presenterà il nuovo servizio che partirà martedì 14 giugno da Montalcino, conducendo turisti, e non solo, in visita all’interno delle più suggestive cantine del Brunello, dove poter fare degustazioni guidate senza poi avere l’assillo dell’etilometro. Per gli eventi spazio ad altri due grandi “rossi” toscani. Il Gallo Nero nel fine settimana conclude gli appuntamenti di Chianti Classico E’: sarà il Direttore Giuseppe Liberatore ad illustrare gli eventi curiosi e i seminari di approfondimento in programma tra sabato e domenica Castellina, Greve e Gaiole in Chianti. Da Montepulciano, invece, ecco i Mercoledì del Nobile che arricchiscono l’offerta estiva della città poliziana con momenti di degustazione in compagnia  dei produttori. Miriam Caporali del Consorzio del Vino Nobile parlerà della formula che vedrà protagoniste ogni sera due diverse aziende del territorio. Infine lo spazio al gusto con Simone Fracassi che a Borgo Corsignano, nel cuore del Casentino, organizza la decima edizione di Capolavori a Tavola, in programma martedì 14 giugno. Oltre alla possibilità di gustare sapori autentici della zona, la serata sarà anche un importante momento di beneficenza con la possibilità di fare donazioni a favore dell’associazione “Noi con Voi”.