Wine & food

luglio 2011

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Alle Eolie per una caponata…

“In qualunque isola dell’ arcipelago eolico, vi imbatterete in una pianta molto bella dai morbidi rami, che da un lungo ceppo di arbusto si irradiano a raggiera, esibendo al caldo sole foglie ovali verde lucido, e smaglianti e meravigliosi fiori bianco-rosati…” (Gin Racheli).

Con “Gusto & Salute” di Gloria Turi prosegue l’approfondimento sulle ricette dalle mete di vacanze. Questa settimana parliamo delle splendide Isole Eolie e della pianta del cappero, spontanea nel bacino del Mediterraneo, i cui bottoni floreali, i capperi, sono impiegati in numerose e golose ricette. Particolarmente indicato come contorno a piatti di pesce e carne  alla griglia, ecco un piatto di verdure che fornisce circa 160 calorie per una porzione media e 240 per una porzione abbondante.

Ingredienti: 5 grosse melanzane; 3 cipolle; 3-4 pomodori maturi; 100 grammi di olive bianche; 50 grammi di capperi; 2 coste di sedano; 1 bicchiere d’aceto; 3 cucchiai di zucchero; 5 cucchiai di olio; sale.

Sbucciare le melanzane, tagliarle a dadini e lasciarle per un’ora in acqua e sale. Mettere in una casseruola la cipolla tagliata a velo, i pomodori spezzettati e privati di pelle e semi, i capperi, le olive snocciolate e io sedano privato dei filamenti e tagliato a tocchetti. Aggiungere l’olio e qualche cucchiaio d’acqua , coprire e lasciare cuocere a fuoco lento. Strizzare le melanzane e unirle al composto, irrorando con un bicchiere di aceto nel quale sia stato sciolto lo zucchero. Lasciare evaporare per qualche minuto. Servire la caponata fredda.

Con QualItalia il wine & food va in tour per lo Stivale

Enoteca Italiana va in tour per l’Italia con l’eccellenza del wine & food. Dalla costiera adriatica a quella tirrenica fino a quella amalfitana, l’ente vini (insieme al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) dà infatti il via a QualItalia,  il progetto che promuove i prodotti Dop e Igp dei principali territori turistici italiani. Un Wine Bar aperto dalle 18 alle 24, grazie alla collaborazione di ristoranti ed enoteche, raggiungerà le principali piazze di Riccione-Rimini (19-20 luglio, Enoteca Regionale Emilia Romagna), Maiori–Salerno (23 luglio) e  Castiglione della Pescaia-Grosseto (3 agosto) per dare vita a una serie di degustazioni a tema. Nelle varie tappe che toccheranno la costiera adriatica, amalfitana e tirrenica sono in programma non solo degustazioni a tema con vini di qualità abbinati ai cibi locali, ma anche la distribuzione di opuscoli che permetteranno di capirne di più sui prodotti Dop e Igp, oppure per imparare ad abbinare il food al vino. Sarà anche predisposto un questionario e tutti i partecipanti saranno omaggiati con gadget del progetto. Infine, la prima settimana di agosto il progetto QualItalia sbarcherà in Cina. La sede di Enoteca Italiana a Shangai, Yishang sarà il luogo ideale per gli incontri con operatori del settore, per promuovere degustazioni con i responsabili food end beverage degli alberghi, ristorazione Cinese, dove saranno proposti delle contaminazioni, Cucina cinese e vini Italiani ed opinion leader. In fine saranno organizzati workshop tra le aziende italiane e gli importatori e operatori cinesiprovenienti da diverse province della Cina. Per informazioni è possibile telefonare allo 0577/228843 oppure inviare una email a enoteca@enoteca-italiana.it.

Mel Gibson cerca casa nel Chianti

Mel Gibson sta cercando casa nel Chianti. L’attore e regista che nel 1996 passò due mesi a Siena con l’idea di realizzare un film sul Palio, non ha resistito al fascino della campagna Toscana e ha dato mandato al suo entourage di cercare una grande casa di campagna nella zona del Chianti “tassativamente” circondata da un vigneto. Il noto attore e regista non è certamente il primo uomo di spettacolo che pensa di acquistare una casa in Toscana o nel Chianti: un esempio per tutti è Sting che, ormai da anni, si è stabilito nella zona di Figline Valdarno, in provincia di Firenze, diventando produttore di vino, olio e altri prodotti della terra. E le intenzioni di Mel Gibson sembrano altrettanto serie: a lui l’immobiliarista milanese Alessandro Proto, che recentemente ha venduto proprietà nel veronese a Leonardo di Caprio e alla coppia Pitt-Jolie, avrebbe inviato in visione 4 siti, tutti composti da grossi casolari con vigneti e con prezzi che si aggirano tra i 7 e i 30 milioni euro. Tra questi vi sarebbe una villa dei primi del ‘700 in provincia di Siena, completamente ristrutturata di circa 1.100 mq con piscina, campo da tennis, chiesa consacrata privata e in cantina botti di rovere per una produzione annua di circa 200 mila bottiglie. La proprietà comprende 4 ettari di uliveto, 12 ettari di vigneti e 2,5 ettari di bosco. E’ già scattato il toto-nome.

Il Montecucco è di scena alla Locanda del Glicine

 

Proseguono le serate “Note di Montecucco” promosse dalla Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata. Domani sera, giovedì 14 luglio, sarà la Locanda del Glicine di Campagnatico (in provincia di Grosseto), ad ospitare una serata dedicata alle erbe aromatiche dell’Amiata, con un menù a tema abbinato a una selezione di vini della Doc Montecucco. Daniele Zanzucchi, lo chef della Locanda del Glicine, proporrà un menù di approfondimento che permetterà di esplorare, in chiave nuova e originale dall’antipasto al dessert, uno dei prodotti più tipici e versatili della Maremma: in abbinamento ai piatti dedicati alle erbe aromatiche dell’Amiata, saranno proposti i vini di Pieve VecchiaPerazzeta, e Prato al Pozzo e la serata sarà resa ancora più piacevole dalla musica live del Trio Ida Landsberg. Per approfondire la realtà di una delle aziende della Doc Montecucco, la Cantina Pieve Vecchia propone a partire dalle 18,30 la visita dei propri spazi progettati dalla celebre architetto e designer Cini Boeri e dall’architetto Enrico Sartori. La visita prevede anche un aperitivo-degustazione dei vini nella location esclusiva dedicata all’accoglienza della cantina da cui è possibile ammirare lo splendido panorama delle colline della Maremma tra vigneti e ulivi secolari. La serata ha un costo di 35 euro. Per info 0564-996490 oppure cliccate qui.

 

Vacanze di gusto: le zucchine ripiene della Grecia

Impazza il caldo e la voglia di vacanze. La “nostra” Gloria Turi inaugura un originale modo per parlare di gusto e luoghi dove trascorrere piacevolmente qualche giorno di vacanza. In ogni posto un piatto diverso e questa settimana, di ritorno da un’isoletta greca, portiamo con noi il sapore di “kolokithakia yemista”, ovvero le zucchine ripiene, un piatto che, per ogni porzione, garantisce un apporto di 400 Kcal.

Ingredienti per 6 persone: 1 kg e mezzo di zucchine grandi; 750 gr. di carne macinata; 60 gr. di olio extravergine d’oliva; 80 gr. di riso, 2 cipolle medie tritate, prezzemolo, sale, pepe. Per la besciamella (leggera!) sono necessari 200 ml di latte parzialmente scremato, il liquido di cottura delle zucchine, un cucchiaio di farina e l’olio.

Preparazione: lavare accuratamente le zucchine e svuotarle della parte centrale. Mescolare la carne macinata, il riso, la cipolla, il prezzemolo, sale e pepe. Riempire le zucchine con il composto ottenuto, ma non completamente, lasciando spazio al riso che aumenterà di volume durante la cottura. Metterle in una casseruola, coprirle con acqua, chiudere con un coperchio e far cuocere per 40-45 minuti. Utilizzare il liquido di cottura per preparare la besciamella, che verseremo sulle zucchine. Accompagnate con una fetta di pane casalingo e una porzione di frutta fresca estiva, le zucchine costituiscono un pasto gustoso e completo.

Sfida tra tappi: Nomacorc-Sughero 1-0

E’ sempre più di attualità il confronto tra i diversi tipi di tappi impiegati nel mondo del vino. Su questo spazio (e anche in radio) abbiamo già trattato il tema dei tappi in sughero e di quelli in polietilene, ovvero quello così detti “alternativi”. Nei giorni scorsi ho avuto modo di tornare ad approfondire il tema partecipando alla visita dell’unica sede europea (a Liegi, in Belgio) di Nomacorc, azienda leader nella produzione di chiusure alternative per il vino. Un’esperienza molto interessante che ha permesso di conoscere in profondità una realtà produttiva che ha sedi anche in North Carolina negli States (dove è nata 11 anni fa, grazie all’intuizione dell’imprenditore di origini belghe Gert Noel) e in Cina e che, proprio in Italia, ha recentemente consegnato il diecimiliardesimo e uno tappo (più facile a farsi che a dirsi…). Il segreto di queste chiusure sta nella capacità di rilasciare il giusto quantitativo di ossigeno per ciascun vino. Ciò è frutto di attenti studi e milioni di dollari di investimenti che Nomacorc porta avanti per tentare di scalare il mercato che ancora registra un ruolo dominante, seppur in flessione, delle chiusure tradizionali. Negli States già oggi 1 bottiglia su 3 è tappata con Nomacorc. Il trend è positivo anche in Europa (il rapporto è di 1/4 in Francia e di 1/5 in Germania) mentre in Italia è frenato da rigidi disciplinari che ancora non contemplano l’utilizzo di queste “tappature”. Quello tricolore è comunque il mercato strategicamente più importante per Nomacorc che, se oggi può vantare una bottiglia su 10 tappata con i propri prodotti, punta ad ampliare rapidamente la propria fetta di mercato, attualmente al 9% del suo totale. I tappi di Nomacorc si trovano già oggi in etichette di aziende come Planeta, Cusumano, Il Borro, Cantina Tollo, Tasca d’Almerita, Brancaia, Frescobaldi, e non solo. Il segreto sta nella processo di co-estrusione, realizzata in fase produttiva e che consente di dare vita a tappi monomateriale, il cui cuore gestisce in modo ideale il passaggio dell’ossigeno tra l’esterno e il vino mentre, la parte esterna, risulta particolarmente flessibile. Sono numerose le tipologie che compongono il ventaglio produttivo: si va dal Value al Light fino agli ultimi e sofisticati Classic + e Premium Select Series, rivolti ai vini di fascia medio/alta. Non solo: la tecnologia è in continua evoluzione come conferma l’ultimo nato, il Nomasense, e un’altra apparecchiatura che sarà presto sul mercato. Parallelamente è in corso un complesso iter burocratico per il riconoscimento di questi tappi da parte del Ministero delle Politiche Agricole, in modo tale da “ammorbidire” i rigidi disciplinari delle denominazioni d’origine italiane che ne vietano l’utilizzo. Nel frattempo è stato molto utile conoscere tutti i segreti di Nomacorc ma sopratutto provare dal vivo le differenze tra vini tappati con sughero o polietilene. E’ il caso del Bordeaux Superiore 2004 di Chateau Massereau. Il vino col sughero presenta già qualche sintomo di ossidazione, che rende il colore più scarico, mentre, per quello tappato con il Premium 500 di Nomacorc, il colore è più schietto e uniforme mentre è soprattutto in bocca che si nota la differenza, con un gusto più fresco, a conferma del diverso quadro evolutivo che i due vini hanno avuto a seconda della tappatura. Altre prove sono state effettuate incrociando le varie tipologie di tappi di Nomacorc. Ad esempio con un Sauvignon Blanc 2010 prodotto in Ungheria. Il vino tappato con il Select Series 300 ha profumi molto più freschi al naso rispetto all’altro, tappato con il Select Series 700 che prevede un diverso rilascio di ossigeno. Ciò conferma quanto la scienza abbia fatto incredibili passi in avanti non solo nel contribuire ad eliminare il problema di sentore di tappo dai vini (il 3% della produzione complessiva è ancora flagellata dalla TCA) ma anche nel garantire il giusto apporto di ossigeno a secondo della diversa tipologia di vino. La sfida è solo all’inizio. Voi da che parte state?

Chianti Classico-Tenda Rossa, la coppia dell’estate!

I vini non si dovrebbero abbinare alle stagioni ma piuttosto a ciò che si mangia. Una regola che i consumatori sembrano seguire sempre di più negli ultimi anni e che è destinata a far dimenticare l’associazione “rossi d’inverno – bianchi d’estate”. Se poi a cucinare è uno dei ristoranti stellati più rinomati d’Italia il giusto abbinamento è garantito. Così il Consorzio Vino Chianti Classico e il Ristorante La Tenda Rossa di Cerbaia, perla gastronomica del territorio del Gallo Nero (esattamente nel comune di San Casciano Val di Pesa), hanno deciso di dare vita a “Eccellenze d’estate”, un’iniziativa che proporrà all’ora di pranzo nel noto ristorante 3 leggeri piatti estivi con una selezione di alcune aziende socie del Consorzio che dal 1924 tutela e promuove il vino Chianti Classico. Nei mesi di luglio, agosto e settembre, quindi, lo chef Maria Salcuni de La Tenda Rossa presenterà una serie di piatti che si propongono di far percepire al consumatore più attento come in realtà il Chianti Classico, grazie anche alla buona acidità che il Sangiovese del territorio regala a ogni Gallo Nero, possa accompagnare con successo le ricette dei mesi più caldi. I pranzi di “Eccellenze d’estate” avranno anche il merito di avvicinare il grande pubblico all’eccellenza della ristorazione del nostro paese dando la possibilità a quanti vorranno partecipare di pranzare al prezzo invitante di soli 50 euro in uno degli storici ristoranti stellati italiani.