Wine & food

luglio 2012

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Venerdì 27 luglio a tavola per solidarietà a Siena

La solidarietà sarà l’ ingrediente fondamentale della cena organizzata per venerdì 27 luglio al Ristorante San Desiderio dove è atteso l’incontro tra due chef. Il primo, Gianni della Coletta, ha maturato la sua esperienza esplorando e studiando le cucine di tutto il mondo. Il secondo, Riccardo Guardabasso, si é dilettato e non solo per passione,  arrivando fino al Gambero Rosso, e da quando è in pensione la sua passione si indirizza a scopi umanitari. Cosa hanno in comune? La gioia per la vita e l’amore per gli altri, che fortunatamente contraddistinguono anche Andrea e Simone, proprietari dell’affascinante San Desiderio. Il loro incontro darà  vita ad un’esperienza non solo gustativa ma anche costruttiva: i fondi raccolti infatti saranno devoluti a favore dei terremotati dell’Emilia. E proprio a quella splendida terra i due chef si sono ispirati per dar vita ad un delizioso menu emil-toscano, che proporranno venerdì 27 luglio alle 20.15 al ristorante San Desiderio, in Piazza Bonelli 2, Siena. Per prenotazioni e informazioni chiamate il 335 7685069 o lo 0577 286091.

Da domani Jazz&Wine a Montalcino

Al via da domani (martedì 17 luglio) a Castello Banfi la quindicesima edizione di Jazz&Wine in Montalcino, manifestazione tra le più longeve nel panorama musicale italiano. Nata dalla collaborazione tra Castello Banfi, l’associazione culturale Jazz&Image di Roma ed il Comune di Montalcino, la manifestazione presenta una programmazione di assoluto livello, con artisti italiani ed internazionali di indiscutibile fama mondiale. Il via del festival è fissato domani all’interno delle suggestive mura di Castello Banfi, con il concerto (inizio ore 21,45) di una leggenda della musica jazz: Scott Hamilton che sarà accompagnato da grandissimi musicisti italiani: alla chitarra Emanuele Basentini, che aveva aperto l’edizione 2011 del festival, Massimo Farao’ al piano, Vincenzo Florio al contrabbasso e Andrea Nunzi alla batteria. L’edizione 2012 registra anche una grande novità: il progetto di gemellaggio che vede coinvolti alcuni tra i più longevi festival Jazz&Wine d’Italia. Oltre al Jazz&Wine in Montalcino aderiscono a questa interessante iniziativa: Zola Jazz&Wine (25 maggio-26 giugno 2012) e Jazz&Wine of Peace (Cormòns, 25-28 ottobre 2012). Per i dettagli sulle altre serata in programma fino al 22 luglio cliccate qui.

Sapori e tradizioni in Valle d’Aosta

Maison Rosset a Nus

Il flan di “coute” con l’insalatina dell’orto

Si chiama Saveurs en Musique ed è un ottimo modo per scoprire i sapori e le affascinanti tradizioni della Valle d’Aosta. Diviso in 2 diversi calendari (uno invernale – da gennaio a febbraio – ed uno estivo, in corso fino alla fine di agosto) e distribuito in 12 diversi ristoranti della più piccola regione d’Italia, l’iniziativa promossa dall’Office Régional du Tourisme della Valle d’Aosta è da provare se vi capita di trascorrere qualche giorno di relax in zona, scappando dall’afa delle città. L’appuntamento è fissato ogni venerdì sera fino al prossimo 31 agosto: trovate il calendario completo qui. Noi abbiamo partecipato alla serata inaugurale della sessione estiva, in programma nella splendida Maison  Rosset di Nus, a pochi chilometri da Aosta. Nel locale che un tempo era una stalla ed oggi è stato sapientemente ristrutturato da Camillo Rosset, mantenendo intatte le caratteristiche di un tempo, si è svolta la serata dedicata ai formaggi vaccini, una vera prelibatezza da queste parti. Stiamo parlando di prodotti quali la Fontina Dop ma anche del Fromadzo Dop, oppure il reblec, la brossa, il séras e la toma di Gressony. Formaggi non proprio indicati per chi vuole rimettere in ordine la propria linea ma decisamente golosi e facilmente abbinabili ad altri prodotti tipici di una terra ben più fertile di quanto si possa pensare. Anche le verdure dell’orto, infatti, sono un patrimonio ampio e frastagliato: facile trovare, praticamente tutto l’anno, prodotti genuini della terra che ben si abbinano ai sapori più robusti dei formaggi ma anche degli altri salumi tipici della zona. Tra i piatti della serata proposti dalla chef Elena Rosset ricordiamo la Motzetta (salume tipico, simile alla più comune bresaola) con le scaglie di fontina stagionata; il flan di coute (verdura simile alle nostre bietole) con formaggi valdostani; la strepitosa polenta “quetta dusù lo fornet” (qui non serve tradurre…) con fonduta; i ravioli “de see” ed erbette “avué lo beuro colò” e le patate lesse (qui chiamate tartiffle beuraye) con la selezione di formaggi vaccini. Anche per il dessert ha tenuto banco il latte vaccino per la preparazione del gelato fatto in casa di albicocche. Interessanti i vini proposti in abbinamento dell’azienda Les Grangesdi Gualtiero Crea e Liana Grange. Tra l’ampio ventaglio della Doc regionale Vallée d’Aoste sono stati proposti il Nus Malvoisie, il Nus Rouge, il Fumin e la Nus Malvoisie Flétry.

I Trouveur Valdotèn

A caratterizzare la serata anche le originali e coinvolgenti letture teatrali di Donatella Cinà e la musica tipica del duo dei Trouver Valdotèn. Il prossimo appuntamento è in programma venerdì 13 luglio all’Auberge de la Maison con i formaggi caprini protagonisti assoluti. Se vi capita fate anche un salto a scoprire i vini dell’azienda agrituristica La Vrilles dove è possibile partecipare a laboratori di cucina e assaggiare vitigni autoctoni della Valle d’Aosta.

Il tartufo è protagonista alla Bottega di Stigliano

Il tartufo scorzone e i prodotti della Cooperativa tartufai delle Crete Senesi protagonisti alla Bottega di Stigliano. Giovedì 12 luglio alle 18 sarà la volta di “Odore di tartufo”, un incontro di educazione al gusto e al riconoscimento del vero tartufo, senza additivi e conservanti, curato dall’Associazione tartufai e arricchito dalla presenza del sommelier, Enzo Francini. Sabato 14 luglio alle 20.30 si terrà la cena con i tartufai, in compagnia di esperti e di raccoglitori del tartufo scorzone. Il menu fisso, al prezzo di 30 euro, comprende pecorini con crema al tartufo; tartine; pici con briciole e tartufo; farro con tarturfo, stracotto di manzo con purea di patate al tartufo, il dolce e i vini. La Bottega di Stigliano è uno spazio innovativo, nel cuore del Comune di Sovocille, dedicato all’alimentazione e all’agricoltura di qualità, un luogo multifunzionale dove fare la spesa acquistando direttamente dal produttore, assaporare piatti a “Km 0” e partecipare a iniziative culturali per approfondire il legame tra ciò che consumiamo e l’ambiente in cui viviamo. Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare il numero 0577 – 345624 oppure inviare un’e-mail all’indirizzo info@labottegadistigliano.it.

Sergio Zingarelli alla guida del Gallo Nero

E’ Sergio Zingarelli il nuovo Presidente del Consorzio del Vino Chianti Classico. La nomina è avvenuta oggi da parte del nuovo Consiglio di Amministrazione che ha affidato al proprietario e presidente della nota azienda chiantigiana, Rocca delle Macie, il delicato compito di condurre il Consorzio attraverso le sfide di un mercato, come quello del vino, sempre più interessato da una competizione globale incalzante. Zingarelli, sulle orme del padre Italo, famoso produttore cinematografico, è da sempre un appassionato del mondo del vino e per lungo tempo ha seguito le vicende e i lavori del Consorzio vitivinicolo più antico d’Italia: dal 1995 ne è entrato a far parte del CdA, nel 2003 è stato eletto Vice Presidente dell’ex Consorzio del Marchio Storico (Gallo Nero), dal 2009 ricopre la carica di Vice Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico. Al lato della sua passione “enologica”, i suoi interessi sono multipli: in primis per l’arte e la buona cucina. Per 17 anni è stato infatti presidente del Comitato Amici della Lirica, organizzando a Rocca delle Macie un Concorso internazionale di Canto Lirico, per aiutare giovani artisti ad affermarsi nel difficile mondo del canto. Sergio è anche un grande sportivo: dalla pallavolo al calcio, l’ultima sua passione lo ha visto partecipare a numerose maratone in giro per il mondo, l’ultima a New York lo scorso anno. La nomina è avvenuta con il consenso delle differenti categorie rappresentate nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio (produttori imbottigliatori, cantine sociali e industriali), le quali hanno condiviso un approccio strategico basato sulla necessità di accrescere ulteriormente sia il contenuto qualitativo del prodotto che le garanzie nei confronti dei consumatori quali veicoli per affrontare un mercato sempre più competitivo e complesso. Zingarelli, tredicesimo presidente del Consorzio dalla sua fondazione (1924), raccoglie l’eredità di Marco Pallanti che per sei anni lo ha guidato con capacità e passione, e a cui il CdA ha tributato un sentito ringraziamento per l’instancabile contributo e la determinazione con la quale ha affrontato anche momenti difficili della vita consortile. Il passaggio di consegne fra i due presidenti avviene in un momento particolarmente importante per il Consorzio e il futuro della denominazione Chianti Classico: proprio al termine della presidenza di Pallanti, lo scorso 28 maggio l’Assemblea dei soci ha approvato “il riassetto” della denominazione proposto dal CdA del Consorzio, dopo due anni di studio delle misure necessarie a valorizzare ancora di più la denominazione del Gallo Nero. Le modifiche al disciplinare di produzione previste dal “riassetto” prevedono la valorizzazione della Riserva attraverso nuove regole di produzione, la nascita di una nuova categoria di Chianti Classico che si posizionerà al vertice della piramide qualitativa e il restyling del logo Gallo Nero che uscirà dalla fascetta di Stato per accresce la propria visibilità. “Sono molto contento della nomina, soprattutto perché è espressione della volontà di tutta la compagine sociale, comprese le piccole aziende. I tre anni che mi aspettano saranno sicuramente impegnativi e mi auguro di poter continuare con successo la strada intrapresa dalla presidenza Pallanti e contribuire al consolidamento e alla valorizzazione di una delle eccellenze del mondo vitivinicolo italiano e internazionale.” Insieme a Sergio Zingarelli, alla guida del Consorzio, sono stati eletti come Vice Presidenti, Filippo Mazzei (Marchesi Mazzei) e Giovanni Manetti (Fontodi).

Al via le serate enogastromusicali di Note di Montecucco

Prende il via sabato 7 luglio dalla Locanda del Glicine di Campagnatico il nuovo cartellone di eventi “Note di Montecucco”, organizzato dalla Strada del Vino di Montecucco in 12 ristoranti associati alla Strada. L’evento ha il merito di arricchire l’offerta culturale e gastronomica della zona del Montecucco in un periodo in cui l’area è interessata da una forte presenza turistica, ma allo stesso tempo di fare quel “sistema” di cui tanto si parla ma poco si mette in pratica. Il tema scelto dalla nota locanda maremmana è “Tutti i toni del Miele…” che proporrà una serie di cene preparate dallo chef Daniele Zanzucchi, dove in ogni piatto sarà presente una traccia di questo tipico prodotto della zona. Ecco il menù nel dettaglio: Acciughe marinate al miele, scorza di limone della Pieve Vecchia, fiori di zucca e pane croccante; Risotto mantecato al caprino fresco, pesto di maggiorana e gocce di miele di castagno; Girelli di Maremmana con Primo Sale e filetto di melanzana marinati nel miele e birra alle castagne; Semifreddo al miele, cialda di sesamo e gruè di cioccolato. Tutte le cene della manifestazione saranno accompagnate da note musicali dal vivo. Alla Locanda del Glicine ad accompagnare la cena saranno le note del “Trio swing” di Simone Salvatore, Luca Pirozzi e Aldo Milani. Il prezzo della cena è di 35 euro. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare lo 0564/996490, oppure scrivere a ilglicine@tin.it. Il calendario di Note di Montecucco proseguirà poi all’Etrusca e il Greco (Pari – 12 luglio); Agriturismo Sant’Anna – (Cinigiano – 21 luglio); Agriturismo Parmoleto (Montenero – 28 luglio); Tenuta di Paganico (Paganico – 2 agosto); La Poderina Toscana – Ristorante l’Olivastra (Montegiovi – 4 agosto).

Informazione enogastronomica a Km0

Anche Wine Station è stato al centro dei temi trattati all’interno della prima giornata di Dig.It, il convegno dedicato al giornalismo digitale ed in corso a Firenze fino a domani, giovedì 5 luglio. Nella parte dedicata al giornalismo enogastronomico, in compagnia dei colleghi di Aset Stefano Tesi, Riccardo Gabriele e Andrea Gori sono stati trattati i vari approcci alla comunicazione del wine&food. Ecco il punto di vista ufficiale dell’associazione. 

Dal produttore al consumatore: è così che l’Aset (Associazione stampa enogastroagroalimentare toscana) ha definito l’informazione on line. E’ successo a Firenze nel corso di Dig.it, il primo convegno nazionale dedicato alle tematiche del giornalismo on line. L’evento organizzato dall’Associazione Stampa Toscana in collaborazione con il sito di informazione Lsdi, il gruppo di lavoro sul giornalismo digitale Digiti e con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e dell’Università degli Studi di Firenze, ha visto la partecipazione dell’Aset che ha preso parte a un modulo sul tema di “Enogastronomia: come è cambiata l’informazione di settore con l’avvento della rete?”. «Il giornalismo enogastronomico è quello in cui, forse più di tutti, la rete si è dimostrata capace di influire direttamente sull’orientamento dei consumatori e, quindi, sul successo dei prodotti. In questo contesto – ha spiegato il presidente di Aset, Stefano Tesi – il ruolo della corretta informazione diventa però centrale nel tenere separati i fatti dalle opinioni, le notizie dalla pubblicità». Un bene da un lato, ma che deve essere regolarizzato per non sfociare dall’informazione alla pubblicità. L’Aset ha messo in campo alcuni giornalisti soci per affrontare da quattro punti di vista il tema della comunicazione del settore attraverso i nuovi media. Per esempio si è parlato dei “Vizi e virtù del blogging” con il caso di Intravino, tra i blog più seguiti nel settore del vino. «Se i presupposti dei blog in questo settore erano quelli di coinvolgere il consumatore – ha spiegato il blogger Andrea Gori – in realtà la rete ha concesso la parola, senza però una giusta moderazione al punto che oggi questi spazi rischiano di essere un contenitore che in pochi usano per esaltare le proprie teorie spesso lontanissime dal concetto di informazione verso il consumatore». Il blog però può essere un mezzo in più in un concetto di informazione a rete in rete, come ricorda Giovanni Pellicci, direttore di una rivista cartacea, I Grandi Vini, e allo stesso tempo curatore del network “Wine station” che spazia dal blog, alla radio, fino a internet. «La rete è una grande opportunità per tutti – ha detto Pellicci – e soprattutto può garantire risultati importanti a costi relativamente bassi, c’è però bisogno di dare al consumatore un’informazione trasparente». In questi anni è stato possibile anche per le aziende comunicare direttamente con il proprio interlocutore, il consumatore, attraverso internet. Ecco allora la figura dell’”enogastropierre”. «Il 2.0 deve aiutare la professione a mantenere i contatti relazionali – sottolinea Riccardo Gabriele, enogastropierre appunto e Vicepresidente di Aset – ma è sempre necessario affiancare ad essa l’esperienza diretta sul luogo e con il prodotto. Questo è un valore aggiunto che non tramonta mai». L’Aset è un’associazione nata in Toscana nel 2012 per volere di alcuni giornalisti del settore. Tra le finalità di Aset quella di costituire un punto di riferimento per servizi, aggiornamenti, approfondimenti, opportunità di incontro e collaborazione tra i colleghi attivi nel settore dell’agroalimentare e dell’enogastronomia.

Auguri alla Vernaccia e al suo Consorzio

Oggi è una ricorrenza speciale per gli amici della Vernaccia di San Gimignano. Esattamente in questa data ma 30 anni fa nasceva infatti il Consorzio della Denominazione di San Gimignano: era il 3 luglio 1972. In Piazza della Cisterna, nel cuore di San Gimignano, davanti al Notaio Vannisanti si ritrovarono 9 produttori di Vernaccia: il Principe Girolamo Guicciardini Strozzi, Ernesto Lorini, Libanio Luccii, Jaures Baroncini, Luigi Vagnoni, Concino Concini, Giorgio Marolli Furga Gornini, Alfredo Salini. Nacque il Consorzio della Vernaccia di San Gimignano, divenuto negli anni ’90 Consorzio della Denominazione San Gimignano con la nascita del San Gimignano Rosso, alla presenza testimoniale dei produttori Franco Bagnai, Teresio Gassino, Pietro Lorini, Ascanio Biagini, Angelo Cecchini, Ferriero Cecconi, Carlo Pertici, Franco Razzi, Luciano Bartolini e Romano Borselli. Gli stessi uomini che nel 1966 avevano chiesto ed ottenuto la Doc Vernaccia di San Gimignano, primo vino in Italia a potersi fregiare della Denominazione, divenuta Docg nel 1993, segnando il punto della rinascita della Vernaccia di San Gimignano. “Ieri come oggi – spiega in una nota stampa il Consorzio – l’obiettivo principale del Consorzio è quello della tutela dell’identità e della valorizzazione della Vernaccia di San Gimignano e dell’intero territorio di produzione, valorizzazione che da sempre va di pari passo col miglioramento qualitativo della produzione sia delle uve che del vino, con l’introduzione delle più moderne tecniche di vinificazione e delle strategie di marketing volte ad incrementare la forza di penetrazione sui mercati. Un impegno quindi a tutto tondo quello di cui il Consorzio si è fatto carico in questi 40 anni, che a partire dalla selezione dei nuovi cloni del vitigno Vernaccia, è passato attraverso l’indagine dell’identità sensoriale del vino Vernaccia per giungere all’identificazione del suo DNA e alla tracciabilità molecolare del vitigno nel vino imbottigliato. Con una convinzione: che la qualità si può raggiungere solo tramite la difesa e la tutela dell’identità di questo antico vitigno autoctono, delle sue caratteristiche intrinseche, in quanto espressione di un territorio non riproducile. Così ricerca e sperimentazione sono state messe al servizio della Vernaccia, non per rincorrere facili mode, ma per riuscire ad esprimere fino in fondo le sue potenzialità”. Auguri Vernaccia!