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Bevuti per Voi

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Le 5 stelle alla nuova annata del Brunello di Montalcino

Wine Station sarà a Benvenuto Brunello con il focus sull’ultima annata e la storia di Gianni Bernazzi, il giovane produttore dell’azienda Bellaria, particolarmente apprezzata dai guru di settore. Nella puntata di sabato 20 febbraio (in onda dalle 12,10 alle 13 su Antenna Radio Esse), Cristiana Mastacchi e Giovanni Pellicci si collegheranno con Montalcino per seguire, in compagnia del presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci, la cerimonia di proclamazione delle stelle all’annata 2015 che si annuncia di grande qualità. Poi gli approfondimenti raccolti in una settimana di assaggi in giro per la Toscana. Saremo a San Gimignano con Letizia Cesani, dopo un’anteprima ricca di presenze di pubblico e assaggi di interpretazioni di Vernaccia molto interessanti. Dalla Chianti Classico Collection di Firenze, inoltre, abbiamo scelto l’interpretazione firmata da Dievole, raccontata assieme al giovane enologo Giovanni Alberio. Per la tavola vi porteremo a scoprire le proposte della nuova apertura de Il Celliere Ristorante e Bistrot a Castelnuovo Berardenga, dove Massimiliano Adorno propone la tradizione ma anche un interessante itinerario culinario che tocca tutte le regioni d’Italia con le rispettive tipicità.

Torna Wine Station, prima puntata in Umbria nel Sagratino di Montefalco

IMG_20150920_111245Parte la nona stagione radiofonica di Wine Station, il format dedicato al mondo del wine&food condotto da Giovanni Pellicci e Cristiana MastacchiAppuntamento, come al solito, al sabato dalle 12,10 alle 13 (ed in replica dalle 19 alle 20) sulle frequenze di Antenna Radio Esse di Siena con storie di sapori, approfondimenti con i personaggi protagonisti della filiera e chef, interviste e segnalazioni su eventi golosi vicini e lontani. Ogni settimana Wine Station condurrà gli ascoltatori alla scoperta di mete enoturistiche, suggerendo luoghi da scoprire, ristoranti, aziende vitivinicole e botteghe del gusto. Il primo appuntamento è interamente dedicato all’Umbria e alla zona in cui si nasce il Sagrantino di Montefalco, pregiata Docg della provincia di Perugia. Partiremo da Bevagna, storico borgo lungo la via Flaminia, assieme a Marco Gasparrini, giovane presidente della Pro IMG_20150920_083215Loco, per poi percorrere la Strada del Sagrantino in compagnia di Guido Guardigli, produttore e guida dell’associazione che propone itinerari ed iniziative in cantina tutto l’anno. La tappa principale sarà da Antonelli San Marco, azienda di proprietà dell’agronomo romano Filippo Antonelli che produce Sagrantino di Montefalco ed altri pregiati vini espressione del territorio nella sua tenuta di 175 ettari che si trova proprio sotto il comune che dà il nome alla denominazione. Per la tavola abbiamo scelto l’Osteria Scottadito, macelleria e norcineria che si trova nelle vie del centro storico di Bevagna. Con Rosita Cariani proporremo assaggi di carne e salumi di maiale, coratella d’agnello, porchetta e la tipica ricetta della porcaccia, a base di capocollo. Per seguire la puntata di Wine Station basta sintonizzare la propria radio su Antenna Radio Esse di Siena (93.5 – 93.2 – 99.10) oppure visitare il sito per ascoltarci in streaming o scaricare gratuitamente la App Antenna Radio Esse per seguirci dal proprio smartphone dovunque siate.

Chianti Classico e Brunello di Montalcino si degustano alla radio

2011chianticla09Il Chianti Classico e il Brunello di Montalcino “annaffiano” la puntata di Wine Station di sabato 21 febbraio dedicata alla settimana delle Anteprime dei vini toscani. Su Antenna Radio Esse di Siena (in onda dalle 12,10 alle 13), approfondiremo le caratteristiche dei grandi vini rossi protagonisti di una settimana di assaggi, degustazioni ed eventi capaci di richiamare l’attenzione di addetti ai lavori, esperti e appassionati da tutto il mondo. Dalla Chianti Classico Collection della Stazione Leopolda, racconteremo il Gallo Nero firmato dall’azienda Dievole di Castelnuovo Berardenga. Sarà il giovane enologo Giovanni Alberio a descriverci le caratteristiche dell’annata 2014 svelata in anteprima, la Riserva 2010 e l’annata 2012 frutto di una rinnovata filosofia di un’azienda storica. Tra un assaggio e l’altro, sentiremo i pareri raccolti da Marina Ciancaglini, esperta degustatrice di vino, per appuntare etichette da non perdere tra i tanti assaggi effettuati nella settimana che, oltre al Chianti Classico, ha visto protagonista anche la Vernaccia di San Gimignano, il Nobile di Montepulciano e le altre pregiate denominazioni toscane. Andremo poi a Montalcino per la nuova edizione di Benvenuto Brunello: sarà il benvenuto-brunello-640x353Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci a descrivere l’evento dedicato alla presentazione dell’annata 2010 (che si fregia delle 5 stelle di valutazione e ritenuta dagli esperti una delle migliori di sempre) e alla proclamazione del rating all’ultima vendemmia, la 2014, che in seguito alle bizze del meteo si attesterà sulle 3 stelle. Per la tavola, infine, sceglieremo un pasto goloso ma senza glutine, in linea con le sempre più diffuse esigenze dei celiaci. Sarà la “nostra” dietista di fiducia Gloria Turi a offrirci lo spunto per una pappa al pomodoro diversa dal solito e che, al posto del pane, prevede l’impiego del miglio (qui la ricetta completa). Seguiteci su Antenna Radio Esse.

Appius, il "vino da sogno" firmato Hans Terzer (San Michele Appiano)

Appius_Hans Terzer_San Michele AppianoE’ nato il “vino da sogno” di Hans Terzer. Lo storico winemaker della cantina di San Michele Appiano, per la quale lavora dal 1977 coordinando il lavoro in vigna ed in cantina di 350 soci conferitori, ha svelato il nuovo vino Appius (Alto Adige Bianco Doc), il cui nome è radice storica e romana del nome Appiano. Dopo averlo immaginato per 30 anni nella sua mente, con l’annata 2010 sono arrivate le uve perfette per realizzarlo, ovvero solo quelle di qualità eccellente e provenienti dalle viti più vecchie. Appius proviene da diversi vigneti storici del Comune di Appiano: l’ingrediente principale è lo Chardonnay (70%), il resto è costituito da uve Pinot Bianco, Pinot Grigio e Sauvignon. Il potenziale di invecchiamento è stimato ad almeno 10 anni e oltre. All’assaggio colpisce per la sua brillante eleganza, abbinata alla complessità della frutta matura e alla mineralità cremosa. “Appius viene affinato principalmente in piccole botti di legno – spiega Hans Terzer – dopo 12 mesi di affinamento nel legno, viene travasato in serbatoi di acciaio dove matura per quasi 3 anni sulle fecce fini. L’Appius 2010 è stato imbottigliato a luglio 2014”. Il nuovo vino è anche il primo ad essere autografato sull’etichetta proprio da Terzer. “Ho deciso di farlo – spiega l’enologo – perché sono assolutamente convinto del suo grande potenziale e di quanto potrà essere apprezzato dai consumatori. L’idea dell’Appius me la porto dentro da tanto tempo, dovevo solo attendere il momento giusto: questo è il vino che rispecchia la mia identità stilistica e quella dell’Alto Adige”. Appius sarà una sorpresa ogni anno e la proporzione delle singole varietà di uve utilizzate potrebbe variare secondo l’annata, andando a contemplare anche le uve a bacca rossa. A cambiare sarà anche il design della bottiglia. Lo scopo è di concepire una “wine collection” dalla produzione limitata: della prima annata sono presenti 4 mila esemplari numerati. Il vino sarà in vendita a partire dal 24 novembre con un prezzo di cantina pari a 92 euro per la bottiglia singola e di 185 euro per la magnum.

A Pasqua con Antonio Guida, Cannonau di Sardegna e un insolito Pinot Grigio

Antonio Guida_Il PellicanoSono il Cannonau di Sardegna di Pala, il Pinot Grigio biodinamico di Macea e lo chef stellato Antonio Guida i protagonisti della puntata di Wine Station di Pasqua, in onda domani (sabato 19 aprile) dalle 12,10 alle 13 su Antenna Radio Esse di Siena (streaming e podcast online qui). Partiremo da Serdiana, in provincia di Cagliari, dove si trova Pala, cantina emergente dell’anno, per riempire i calici di Vermentino e Cannonau di Sardegna ma anche di Monica I Fiori, vino frutto di uve che devono il loro nome ai monaci che le impiantavano anticamente intorno ai monasteri. Fabio Angius ci racconterà la filosofia di un’azienda a gestione familiare che valorizza vitigni emblema della Sardegna ma anche uvaggi autoctoni meno noti e adatti ad abbinamenti con piatti di terra e di mare. Tornando sul continente andremo in lucchesia, dove sia sta affermando il distretto biodinamico con 12 produttori su 23 che puntano sulle produzioni alternative. Tra questi c’è Cipriano Barsanti che con la sua Macea aderisce alla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) e produce un Pinot Grigio dalle insolite sfumature color ramato. A tavola vi porteremo al mare per scoprire la cucina di Antonio Guida de Il Pellicano di Porto Ercole, locale dove lo chef di origini salentine trova quotidiana ispirazione per reinterpretare la tradizione, compresa quella di Pasqua, con piatti innovativi che gli valgono le due stelle Michelin. Infine per gli itinerari in zona, a base di carne chianina e Cinta senese, con Roberto Ferrotti entreremo nella cucina de Il Granaio che si trova nel centro storico di Rapolano Terme. Oltre alle paste fatte a mano con ragout di carni locali qui vale la pena assaggiare anche la tipica focaccia di Rapolano. Buona Pasqua!

Il nuovo Vermentino del Castello di Meleto con le erbe spontanee

VermentinoWine Station vi porta alle origini del gusto. Domani nella nuova puntata in onda su Antenna Radio Esse, con la semiologa Rosalia Cavalieri, autrice del saggio “E l’uomo inventò i sapori” svilupperemo un affascinante percorso lungo la storia del gusto per capire come “gli animali si sfamano, l’uomo mangia e solo l’uomo d’ingegno sa mangiare”. Nel calice verseremo l’ultimo nato del Castello di Meleto, azienda di Chianti Classico che a Vinitaly presenterà il nuovo Vermentino Toscana Igt. Un vino da sorseggiare fresco e con il quale ci vogliamo proiettare verso la bella stagione: Giovanni Mazzoni, direttore commerciale dell’azienda di Gaiole in Chianti, ci illustrerà la scelta che ha portato alla nascita del primo bianco della gamma produttiva. Per gli itinerari che uniscono valorizzazione del territorio e scoperta di prodotti tipici ecco la Maremma Magnalonga, quattro giornate da trascorrere all’aria aperta abbinando l’esplorazione alla degustazione. Maurizio Zaccherotti di Terramare presenterà l’iniziativa che prende il via domenica 30 marzo con il trekking a Pian di Rocca, nel comune di Castiglione della Pescaia, con protagonista il carciofo locale. All’ora di pranzo andremo alla Taverna di Pian delle Mura di Vivo d’Orcia dove Luisa Battistini ci svelerà i segreti delle erbe spontanee, ovvero ortica, tarassaco ed altro ancora, da raccogliere per realizzare curiose e gustose ricette.

In cerca di asparagi e tartufo marzuolo sorseggiando Lambrusco di Sorbara

lambruscoWine Station saluta l’arrivo della primavera con una puntata a base di asparagi, tartufo marzuolo e Lambrusco di Sorbara. Domani (sabato 22 marzo) nella 27^ puntata stagionale, in onda su Antenna Radio Esse di Siena (dalle 12,10 alle 13 in fm e in streaming qui), riempiremo il calice del popolare vino dell’Emilia Romagna, visitando la storica Cantina della Volta di Bomporto, in provincia di Modena. Angela Sini ci descriverà le varie tipologie produttive, a partire da quella più tradizionale, soffermandosi sul suo Metodo Classico e sulla versione rosè. Con Manuel Xausa, Direttore del Consorzio Vini Doc Breganze, presenteremo la 34^ edizione della rassegna enogastronomica che si tiene a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, con protagonisti l’asparago bianco Dop di Bassano e il vino bianco Vespaiolo per un abbinamento che esalta il territorio. Tornando in Toscana, andremo a Certaldo nei giorni della XXI Sagra del Tartufo Marzuolo. Athos Signorini, presidente dell’associazione che allestisce la manifestazione, descriverà le caratteristiche di un tartufo considerato minore protagonista in questo periodo dell’anno di numerose iniziative e golosi menù. Infine un tema di attualità: le recensioni ai ristoranti sul portale Tripadvisor che spesso si rivelano scarsamente affidabili. Lo chef Amerigo Capria, titolare dei ristoranti Baccarossa a Firenze e Baccabianca a Montesperoli, ci spiegherà l’iniziativa portata avanti con Fipe Toscana per tutelare la reputation online dei ristoratori dai sempre più diffusi casi di “black web marketing”.

Bere e mangiare "senza" si può. Capiamo come

Maurizio DonadiLattosio, grano, frutta secca, anidride solforosa e non solo. E’ sempre più lungo l’elenco di prodotti al bando a causa di intolleranze e allergie alimentari con cui i consumatori devono fare i conti pur non volendo rinunciare al gusto. Per questo Wine Station, nella puntata in onda domani (sabato 1° marzo) sulle frequenze di Antenna Radio Esse di Siena (dalle 12,10 alle 13 in fm e in streaming qui) si sofferma su come mangiare e bere “senza”.  Partendo dal vino è in crescita il numero di produttori che limitano la presenza di anidride solforosa, producendo vini biologici, biodinamici e naturali. Nei giorni di Sestri Les Vins che si tiene a Sestri Levante, cerchiamo di capire cosa significa produrre e soprattutto bere un vino senza solfiti (ovvero con un quantitativo inferiore ai 10 mg/litro) in compagnia dell’enologo e produttore di Vinnatur Maurizio Donadi (nella foto).  Anche il lavoro degli chef è in continua evoluzione alla luce delle nuove esigenze dei consumatori moderni: con il giornalista Giuseppe Calabrese entriamo nel mondo del cucinare senza un qualcosa. Ovvero lattosio, grano ma anche sale o altri prodotti che in tanti sono costretti a non assimilare: libri e addetti ai lavori se ne occupano sempre di più.  Il viaggio nella Vernaccia di San Gimignano ci porta questo sabato a scoprire l’azienda Colombaio di Santa Chiara, una delle realtà in cui i giovani sono al comando. Con Alessio Logi approfondiamo il lavoro del produttore di vino under 40, tra potenzialità, ambizioni e difficoltà da superare.  Infine la tappa al ristorante arriva a Il Celliere, il locale gestito da Massimiliano Adorno all’interno della suggestiva Rocca di Castagnoli nel Chianti che nel fine settimana propone un insolito menù in cui il Chianti Classico diventa l’ingrediente indispensabile per preparare tutti i piatti proposti.

#marsalawine, ecco perchè Garibaldi aveva visto giusto…

P1050139Dopo l’intensa tre giorni di #Marsalawine2013 abbiamo ben capito perché Giuseppe Garibaldi scelse proprio Marsala per sbarcare in Sicilia e dare il via all’impresa dei Mille che unì l’Italia. Motivazioni strategiche-militari? Sicuramente (come sapientemente ricordato dallo studioso Luigi Giustolisi, premiato alla carriera), ma chi altro sarebbe riuscito a resistere alle tentazioni a base di calice profumato di Marsala, altri pregiati vini, golose ricette e diffusa solarità? Noi, ospiti della città Capitale Europea del Vino 2013, lo abbiamo ben compreso. Allora vi guidiamo in tour che definire “enogodereccio” è poco. Dopo l’ingresso cittadino da Porta Garibaldi (non poteva essere altrimenti) ecco l’Antico Mercato, i cui portici di origini spagnole ospitano banchi di pesce fresco e profumate spezie. Occhio perché lo stesso spazio cambia volto al tramonto, diventando il centro della vita notturna con locali da aperitivo e dopo cena (spostate l’orologio di un paio d’ore in avanti, rispetto alle abitudini del “continente”). Marsala affascina per il suo stile barocco, le sue chiese finemente restaurate ma è il profumo del Marsala Doc a rapire. Imprescindibile una visita delle storiche Cantine Florio, nate nel 1833 per fare concorrenza a colui che, nel 1773, la vide lunga e inventò il Marsala: l’inglese John Woodhouse. P1050071Qui Donna Florio (detta la “Regina di Palermo” soprattutto per le sue mani bucate) sembra ancora oggi aggirarsi tra gli infiniti corridoi fatti di antiche botti. Secco o semi-secco (esiste anche la versione dolce, ma la produzione è ormai di nicchia o quasi), gustare il Marsala (da uve Grillo, Catarrato, Inzolia e Damaschino) nelle Cantine Florio è un’esperienza sensoriale che un vero eno-turista (sono 30 mila le visite annue) non può perdersi. Anche per provare gli “insoliti” abbinamenti con il Parmigiano Reggiano e il Gorgonzola dolce. Marsalawine ha permesso, inoltre, di conoscere faccia a faccia grandi interpreti della viticoltura siciliana come Donnafugata, Marco De Bartoli, Benanti, Duca di Salaparuta toccando con mano la grande crescita qualitativa in corso. Tra le degustazioni allestite da Ais nel cinquecentesco Complesso di San Pietro, la scelta si è concentrata sulle grandi annate dei Bianchi di Sicilia. Gli autoctoni Grillo, Carricante, Cataratto e Inzolia e quindi lo Chardonnay certificano come i vini siciliani stiano percorrendo la rotta della qualità con grande concretezza, esaltando la loro identità territoriale. Lasciati (fortunatamente) per strada gli eccessi di legno e dell’esasperata ricerca di gusto internazionale, ecco un meritato e maggiore spazio all’acciaio e quindi al frutto e ad una terra unica. Assolutamente da assaggiare i Grappoli del Grillo 2001 (100% Grillo) di Marco De Bartoli (meritatamente premiato con la prima edizione del Premio Marsalawine 2013) e l’Etna Bianco Superiore Doc Pietramarina 2008 di Benanti (100% Carricante). Altra tappa da mettere in scaletta è la visita delle antiche cantine marsalesi di Donnafugata (che risalgono al 1851). P1050190La splendida Salina Ettore e Infersa nella Riserva dello Stagnone – di fronte all’isola di Mothia, tra Marsala e Trapani lungo le vie del Sale di Trapani Igp – è la più suggestiva cartolina che resta impressa di questo angolo di Sicilia occidentale. Al palato, inoltre, restano nitide tracce delle golosissime arancine, i “timballini” alla Norma, i busiati con sugo di pesce, le sarde a beccafico di Riccardo Sala di Torre di Occidente, i marinati di mare di Gabriele Li Mandri dell’Osteria Il Gallo e l’Innamorata; il pesto alla trapanese del giovanissimo chef Emanuele Russo de Le Lumie (che rappresenterà l’Italia al prossimo Cous Cous Festival, dal 24 al 29 settembre a San Vito Lo Capo), la cassata di Alagna e la granita al caffè dell’Antica Pasticceria De Gaetano. Mica scemo Garibaldi!

Sapori e tradizioni in Valle d’Aosta

Maison Rosset a Nus

Il flan di “coute” con l’insalatina dell’orto

Si chiama Saveurs en Musique ed è un ottimo modo per scoprire i sapori e le affascinanti tradizioni della Valle d’Aosta. Diviso in 2 diversi calendari (uno invernale – da gennaio a febbraio – ed uno estivo, in corso fino alla fine di agosto) e distribuito in 12 diversi ristoranti della più piccola regione d’Italia, l’iniziativa promossa dall’Office Régional du Tourisme della Valle d’Aosta è da provare se vi capita di trascorrere qualche giorno di relax in zona, scappando dall’afa delle città. L’appuntamento è fissato ogni venerdì sera fino al prossimo 31 agosto: trovate il calendario completo qui. Noi abbiamo partecipato alla serata inaugurale della sessione estiva, in programma nella splendida Maison  Rosset di Nus, a pochi chilometri da Aosta. Nel locale che un tempo era una stalla ed oggi è stato sapientemente ristrutturato da Camillo Rosset, mantenendo intatte le caratteristiche di un tempo, si è svolta la serata dedicata ai formaggi vaccini, una vera prelibatezza da queste parti. Stiamo parlando di prodotti quali la Fontina Dop ma anche del Fromadzo Dop, oppure il reblec, la brossa, il séras e la toma di Gressony. Formaggi non proprio indicati per chi vuole rimettere in ordine la propria linea ma decisamente golosi e facilmente abbinabili ad altri prodotti tipici di una terra ben più fertile di quanto si possa pensare. Anche le verdure dell’orto, infatti, sono un patrimonio ampio e frastagliato: facile trovare, praticamente tutto l’anno, prodotti genuini della terra che ben si abbinano ai sapori più robusti dei formaggi ma anche degli altri salumi tipici della zona. Tra i piatti della serata proposti dalla chef Elena Rosset ricordiamo la Motzetta (salume tipico, simile alla più comune bresaola) con le scaglie di fontina stagionata; il flan di coute (verdura simile alle nostre bietole) con formaggi valdostani; la strepitosa polenta “quetta dusù lo fornet” (qui non serve tradurre…) con fonduta; i ravioli “de see” ed erbette “avué lo beuro colò” e le patate lesse (qui chiamate tartiffle beuraye) con la selezione di formaggi vaccini. Anche per il dessert ha tenuto banco il latte vaccino per la preparazione del gelato fatto in casa di albicocche. Interessanti i vini proposti in abbinamento dell’azienda Les Grangesdi Gualtiero Crea e Liana Grange. Tra l’ampio ventaglio della Doc regionale Vallée d’Aoste sono stati proposti il Nus Malvoisie, il Nus Rouge, il Fumin e la Nus Malvoisie Flétry.

I Trouveur Valdotèn

A caratterizzare la serata anche le originali e coinvolgenti letture teatrali di Donatella Cinà e la musica tipica del duo dei Trouver Valdotèn. Il prossimo appuntamento è in programma venerdì 13 luglio all’Auberge de la Maison con i formaggi caprini protagonisti assoluti. Se vi capita fate anche un salto a scoprire i vini dell’azienda agrituristica La Vrilles dove è possibile partecipare a laboratori di cucina e assaggiare vitigni autoctoni della Valle d’Aosta.