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Pranzo fuori casa ok, ma sano e consapevole: a Siena 40 esercizi dove farlo

Pranzo Sano Fuori Casa, il progetto della Regione Toscana che ha lo scopo di sensibilizzare i consumatori e i ristoratori sull’importanza di un’alimentazione gustosa ma sana, è protagonista fino a domenica 1° maggio alla Mostra dell’Artigianato in corso a Firenze. Nell’amnbito di giornate a tema, saranno approfonditi argomenti importanti per promuovere una corretta alimentazione, uno stile di vita attivo, il consumo di frutta e verdura, i prodotti del territorio, la salute della donna, il contenimento dello spreco alimentare, l’educazione alimentare per i piu’ piccoli. Spetterà alla Usl di Siena il compito di coordinare la giornata dedicata a cibo e cultura “Non di solo pane, ma anche di cultura e arte”, in programma domenica 1° maggio dalle 10 alle 20. La Mostra dell’Artigianato di Firenze sarà un veicolo di promozione per tutti coloro che consumano pasti fuori casa e che si trovano spesso a dover scegliere tra piatti eccessivamente calorici, poveri in vitamine e minerali, ricchi in sale e grassi. Il sito dedicato www.pranzosanofuoricasa.it, rappresenta uno strumento di grande utilità per ristoratori che vogliono aderire e per i cittadini che desiderano sapere quali sono gli esercizi commerciali dove poter consumare un pasto veloce e salutare: nella provincia di Siena sono al momento 40 le attività aderenti al progetto.

Amici di gusto

risoEcco una nuova puntata di “Gusto&Salute“, la rubrica che unisce i sapori al corretto equilibrio a tavola, firmata per noi da Gloria Turi. Questa volta il protagonista è il riso. Ma anche l’amicizia.

Giovedi’ scorso e’ venuto a trovarmi  il mio amico Thiago. E’ un ragazzino simpatico e allegro, di origine brasiliana e vive in Italia da qualche mese. Quando ci incontriamo mi racconta della scuola, della sua attivita’ di percussionista in erba ma, soprattutto, della sua passione per il cibo. Questa volta ha ricordato una pietanza che mangiava sempre in Brasile e che la sua famiglia italiana prepara e condivide con lui, e così l’ho voluta sperimentare anch’io. Non conoscendo il suo nome originale l’ho chiamata “Riso alla Thiago“.

Ingredienti per 4 persone: 300 grammi di riso basmati, una cipolla media, uno spicchio d’aglio, 4 cucchiaini di olio extra vergine d’oliva, 4 pomodori grandi maturi.

Preparazione: mettere i quattro cucchiaini d’olio in una padella, far appassire la cipolla ed imbiondire lo spicchio d’aglio privato del cuore. Aggiungere il riso basmati e il doppio del suo volume di acqua calda. Coprire e far cuocere a fuoco lento fino al completo assorbimento dell’acqua da parte del riso. A parte tagliare i pomodori a dadi, raccogliendone il succo. A cottura ultimata, salare il riso, aggiungere i pomodori crudi e mescolare. Il contrasto fra il caldo del riso e il fresco del pomodoro ne fa un piatto davvero squisito ed una porzione apporta circa 310 calorie. Accompagnato da un insalata mista con noci o semi di zucca e un frutto, costituisce un pasto gustoso e leggero.

Coloriamo l'autunno con la zucca

zuccaL’autunno tarda ad arrivare, ma la zucca gialla spinge con il suo colore deciso per conquistare un posto da protagonista sulle nostre tavole. Ecco quindi una ricetta firmata da Gloria Turi con la sua rubrica “Gusto&Salute” che ci propone un piatto alternativo per gustare questo ortaggio e godere delle sue proprietà benefiche.

Zucca gratinata al pistacchio (ricetta per quattro persone)
Ingredienti: 800 gr di zucca gialla, 4 cucchiai di mollica di pane, 4 cucchiaini di parmigiano, 40 gr di pistacchi sgusciati, 4 cucchiaini di olio extravergine di oliva, 1 spicchio d’aglio.
Preparazione: tagliare la zucca a cubetti e metterla in una padella con l’aglio e due cucchiai d’acqua. Coprire e lasciare cuocere fino a quando non diventa tenera.
Prendere una pirofila e trasferire la zucca, schiacciarla grossolanamente con la forchetta, salare e stenderla in maniera uniforme. In una ciotola mescolare la mollica di pane con il parmigiano e i pistacchi tritati finemente. Intridere il tutto con l’olio extra vergine d’oliva. Cospargere il composto sulla zucca e far gratinare in forno fino a che non compare una crosticina dorata. Una porzione apporta circa 250 calorie, a vantaggio di un contenuto elevato di betacarotene e sostanze antiossidanti, acidi grassi benefici e sali minerali. Dopo una minestra di cereali e legumi, o accompagnata da una porzione di pane integrale, costituisce una pietanza gustosa e preziosa per la salute.

Ricette da Expo: proviamo il babaganoush dagli Emirati Arabi

Nuovo appuntamento con la rubrica curata da Gloria Turi che ci suggerisce spunti e ricette insolite da Expo. Questa volta andiamo negli Emirati Arabi Uniti, paese che ospiterà l’edizione 2020 dell’Esposizione Universale.

Padiglione Emirati Arabi UnitiLa visita al padiglione degli Emirati Arabi Uniti è preceduta da una lunga fila, che permette di osservarne attentamente la struttura, progettata da Foster e Partners, caratterizzata da un insieme di pareti che evocano il deserto, in forma verticale, attraverso il colore e l’increspatura della sabbia. All’interno del padiglione la cultura tradizionale e la convivialità del cibo si combinano con un ambiente tecnologico multimediale che da origine ad un’esperienza divertente e stimolante che culmina nella proiezione di un cortometraggio sulla storia di una famiglia e di una palma da datteri. Per rievocare le sensazioni destate dalla visita a questo padiglione, ecco la ricetta del babaganoush, una crema di polpa di melanzane dal sapore delicato e aromatico, per la presenza della tahina. La tahina è una pasta di sesamo, dall’aspetto burroso ma meno solido che si ottiene dai semi di sesamo tostati e spremuti.

Ingredienti: 600 grammi di melanzane; il succo di un limone; uno spicchio di aglio; 2 cucchiai di tahin; 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva; menta.

Procedimento: lavare e asciugare accuratamente le melanzane. Cuocerle in forno statico indexpreriscaldato a 180° per 1 ora e mezza o in forno ventilato a 160° per 1 ora e 20, avendo cura di rigirarle un paio di volte per far sì che cuociano bene su tutti i lati. Quando la buccia sarà raggrinzita e avranno raggiunto una consistenza molle, sfornatele e quando si saranno intiepidite, aprite le melanzane e scavate la polpa con un cucchiaio raccogliendola in una ciotola e schiacciatela con la forchetta. Versate l’olio extravergine di oliva e la tahina. Aggiungete uno spicchio d’aglio tritato finemente e il succo di un limone. Salate e pepate a piacere. Aggiungete le foglioline di menta tritate e mescolate il tutto fino ad ottenere una crema densa e raggrumata.

Una versione più europea ci suggerisce di raccogliere tutti gli ingredienti e frullarli fino ad ottenere una crema omogenea. In entrambi i casi il babaganoush può essere uno sfizioso antipasto se servito in piccole ciotole con bastoncini di sedano, carote o foglie di indivia, o accompagnare le felafel o il pane arabo durante il convivio.

Cosa ci beviamo? Vista l’impennata del termometro registrata nelle ultime ore, il consiglio di Wine Station con questa ricetta è quello di stappare un vino bianco fresco. Che ne dite di un Pinot Bianco? Potete sceglierne tra quelli prodotti in Friuli oppure in Toscana, apprezzandone comunque le sue note profumate e delicate nonché le sfumature dorate. Un vino dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, considerato facile dagli esperti ma recentemente protagonista di un importante riscoperta. Se invece pensiamo ad una bollicina, il Pinot Bianco rappresenta una delle principali basi per il Franciacorta, in purezza o in cuvée con lo Chardonnay.

Ricette da Expo: l'insalata di amaranto che arriva dalla Colombia

Inauguriamo “Ricette da Expo”, la nuova rubrica firmata da Gloria Turi che, in questi sei mesi di Expo, ci racconterà l’Esposizione Universale attraverso i sapori dei Paesi partecipanti. Un viaggio nel viaggio, alla scoperta di gusti insoliti, con l’obiettivo di capire cosa può davvero significare il concetto fondamentale di “nutrire il pianeta” a cui l’evento di Milano si inspira.

Padiglione ColombiaEntrare nell’area di Expo 2015 significa predisporsi ad un viaggio in cui la dimensione etica prevale su qualunque interpretazione possibile sul tema prescelto: nutrire il pianeta. Camminando lungo il decumano, si coglie il fascino della ricerca architettonica contemporanea nei padiglioni di ogni paese. Sarebbe stato forse opportuno delineare un programma di viaggio, ma così non è stato. Il primo padiglione che ho visitato è stato quello della Colombia. E’ organizzato secondo i cinque piani termici che caratterizzano il paese, che, a causa della sua vicinanza all’equatore, non è soggetto al cambiamento delle stagioni, ma le variazioni di clima sono legate all’altitudine che va da zero a oltre 5.000 metri sul livello del mare. Questo consente la presenza di coltivazioni di ogni tipo per tutto l’anno. Fra le coltivazioni colombiane c’è l’amaranto. Ricco di proteine con elevato valore biologico per la presenza dell’aminoacido essenziale lisina, buon contenuto in calcio, fosforo, magnesio, ferro e fibra, costituisce un alimento prezioso per tutti. Non contenendo glutine, è indicato anche per i celiaci. Dalla Colombia quindi un piatto fresco e nutriente: l’insalata con spinaci e amaranto. Ecco la ricetta.

amarantoIngredienti per quattro persone: 4 cucchiai da tavola di semi di amaranto; 200 grammi di spinaci, 2 cetrioli, 1 lattuga, 2 cucchiai di succo di limone, 1 pizzico di sale, 1 pizzico di pepe nero macinato, 1 cucchiaio di aceto di mele, 4 pomodori verdi, 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva.

Procedimento: lavare e scolare l’amaranto finché l’acqua non risulta trasparente. Farlo bollire a fuoco basso con 2,5 litri d’acqua per 40 minuti circa. Scolarlo e tenerlo da parte. Lavare tutte le verdure e tagliarle a julienne, tranne il cetriolo che sarà tagliato a rondelle senza togliere la buccia. Mescolare le verdure e l’amaranto in una ciotola capiente. Condire con l’aceto di mele, il succo di limone, l’ olio extravergine d’oliva, il sale e il pepe.

Naturalmente senza glutine: pappa al pomodoro con miglio

Ricette con gusto ma senza glutine. Gloria Turi ci suggerisce un gustoso piatto della tradizione toscana in cui il pane viene sostituito con l’impiego del miglio, cereale ricco di ferro e di altre preziosi  minerali.

“Dai primi anni ’90 la mia esperienza professionale mi vede impegnata ad occuparmi di celiachia, intolleranza permanente al glutine, la cui esclusione dalla dieta rappresenta l’unica terapia al momento conosciuta. Nel tempo, l’aspirazione a ridurre al minimo le differenze a tavola fra i celiaci e non, ha fatto si che io guardassi moltissime ricette con occhi diversi, sperimentando preparazioni tradizionali con cereali alternativi. Una fra tante è la pappa al pomodoro, che vi propongo in una versione assolutamente gluten-free, in cui il pane viene sostituito da un antico cereale naturalmente senza glutine: il miglio“.

pappaIngredienti per quattro persone: 300 gr. di miglio; uno spicchio d’aglio; quattro cucchiai di olio extra vergine d’oliva; 600 gr. di passata di pomodoro; basilico; sale.

Procedimento: fate lessare il miglio in acqua salata scolandolo due o tre minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione. Tenetelo da parte in una ciotola. In una casseruola mettete il pomodoro, lo spicchio d’aglio, 200 cc di acqua e il sale. Fate cuocere per 20 minuti circa, stando bene attenti a che la salsa mantenga una consistenza fluida. Quando sarà pronta, versate la salsa bollente nella ciotola che contiene miglio, aggiungete l’olio extravergine d’oliva, mescolate bene e lasciate riposare in modo che il miglio assorba il pomodoro conferendogli la tipica consistenza della “pappa”. Aggiungere del basilico o del pepe macinato fresco, a seconda del gusto e della stagione.

Note nutrizionali: una porzione ha circa 370 calorie e apporta un giusto contenuto di amido. Il miglio inoltre contenendo ferro, magnesio, fosforo, silicio, vitamina E e alcune vitamine del gruppo B, può essere consumato con gusto e beneficio per la salute, anche da chi non è celiaco.

Capitale Europea della Cultura 2019: le 6 candidate italiane a confronto sul gusto

2019Come rimanere indifferenti all’ondata di entusiasmo che sta travolgendo l’Italia in attesa della designazione della sua Capitale Europea della Cultura per il 2019? Siena, Ravenna, Perugia-Assisi, Cagliari, Matera e Lecce sono le sei città giunte agli ultimi giorni di sfida. Una di loro sarà Capitale Europea della Cultura per un anno, durante il quale potrà dare lustro alla sua vita socioculturale e partecipare al melting pot di tutte le forme creative, culturali e linguistiche che fanno parte del patrimonio europeo, con l’obiettivo di operare insieme per la pace e la prosperità del continente. La città verrà designata (entro il mese di ottobre) soprattutto per il programma di eventi culturali che si ripropone di sviluppare, nel rispetto delle sue caratteristiche, ma soprattutto in linea con la dimensione europea e il grado di coinvolgimento della città e dei cittadini. In tal senso dovrà investire i finanziamenti che le verranno destinati. La natura di questa rubrica non può farci trascurare le tradizioni gastronomiche di queste sei città, la cui ricchezza ha reso non facilissima la scelta delle pietanze da proporre. Per tale ragione, ecco sei primi piatti tipici, uno per ognuna di loro, attraverso i quali provare a conoscerle, anche attraverso il gusto. In tutte troverete la pasta fatta a mano, ma, inutile dire che va bene anche quella già confezionata. Assaggiando queste prelibatezze, attendiamo l’esito della fase finale per la designazione della Capitale della Cultura Europea 2019 e alla vincitrice dedicheremo il prossimo spazio di “Gusto e Salute”. (g.t.)

RAVENNA – Bassotti bassotti

Ingredienti per 4 persone: 100 g farina, 1 uovo a testa, 50 g di burro, brodo di pollo.

Preparazione: preparare una sfoglia calcolando 1 uovo a persona. Stenderla e ricavarne dei piccoli tagliolini. Imburrare un tegame, cospargere il fondo di pangrattato e disporvi un primo strato di tagliolini. Aggiungere fiocchi di burro ed abbondante parmigiano grattugiato. Proseguire l’operazione con altri strati ed infine bagnare il tutto con alcuni mestoli di brodo di pollo. Infornare a temperatura media. Aggiungere poco alla volta altro brodo, lasciando cuocere fino a quando la superficie non avrà fatto una crostina ed il brodo sarà evaporato.

SIENA – Pici all’aglione pici 1

Ingredienti per 4 persone: 400 gr di pici; 4 spicchi d’aglio grandi, 4 pomodori ben maturi, 1 peperoncino, olio d’oliva, Sale. Per i pici: 500 g di farina 0 oppure 350 g di farina 0 e 150 di semola rimacinata, acqua tiepida, sale.

Preparazione: spellare gli spicchi d’aglio, tagliarli a metà ed eliminare il germoglio interno, solitamente di colore verde. Affettare quindi l’aglio molto sottile. Mettere in una padella l’olio e l’aglio affettato. Accendere il fuoco e farlo dorare molto lentamente, schiacciando di tanto in tanto con una forchetta fintanto che non si sarà praticamente sciolto. Unire quindi il pomodoro a pezzi e un pizzico abbondante di sale. Lasciar sobbollire a fiamma bassa per 15 minuti circa, girando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Per i pici: impastare energicamente gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio, elastico ed omogeneo. Lasciare riposare per mezz’ora e poi stendere l’impasto in una sfoglia alta un centimetro, dalla quale si ricavano piccole strisce che vengono lavorate fra le mani filando il picio sottile e uniforme. Lessare i pici in abbondante acqua salata e, poco prima di scolarla, accendere il fuoco sotto la padella del condimento. Scolare la pasta e saltarla a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.

PERUGIA-ASSISI – Strangozzi al tartufo nero strangozzi1

Ingredienti per 4 persone: farina tipo 00, 125 gr. farina di semola rimacinata 125 gr., acqua fredda; 1 cucchiaio di olio di oliva extravergine, 80 gr. di tartufo, 1 spicchio di aglio, 4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva.

Preparazione: Disporre a fontana la farina su una spianatoia, aggiungere l’acqua, poca alla volta, e cominciare ad impastare. Quando gli ingredienti cominceranno ad amalgamarsi, unire l’olio e continuare ad impastare fino ad ottenere un composto molto liscio e morbido, a cui dare una forma sferica. Lasciatelo riposare l’impasto per 20/30 minuti, affinché diventi ben elastico. Nel frattempo con uno spazzolino morbido pulire bene i tartufi e grattarli. Dopo averla fatta riposare, stendere la pasta con il mattarello fino ad ottenere dei dischi da avvolgere su se stessi. Tagliare come fossero dei tagliolini cercando di arrotondare ogni singolo pezzo dandogli la forma dello strangozzo. Dopo una decina di minuti immergerli in acqua bollente. In una padella scaldare a bassa temperatura l’olio assieme allo spicchio d’aglio. Toglierlo dopo due minuti. Quando manca un minuto dalla cottura definitiva della pasta, spegnere il fuoco e aggiungere il tartufo grattugiato. Scolare la pasta e versarla nel piatto di portata, aggiungere il condimento al tartufo, amalgamare bene e portare in tavola.

CAGLIARI – Fregula con cocciule (vongole) images

Ingredienti per 4 persone: 200 g di fregola sarda tostata; 1 kg di vongole; 100 gr pomodori secchi, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, aglio e prezzemolo, 200 g di passata di pomodoro, 1 l di acqua.

Preparazione: mettere le vongole in un recipiente e lasciarle completamente immerse nell’acqua per un paio d’ore così che i molluschi tireranno fuori tutti gli eventuali residui di sabbia. Toglierle dall’acqua e metterle in un tegame dal fondo largo e a fuoco vivo: le vongole si apriranno e lasceranno fuoriuscire  una certa quantità d’acqua. Man mano che le vongole si aprono, toglierle dal tegame separando i molluschi dai gusci e metteteli da parte. Lasciare qualche vongola intera per decorare. Filtrare l’acqua delle vongole e metterla da parte. In un altro tegame rosolare l’aglio (a spicchi) e il pomodoro secco (a pezzetti) nell’olio extravergine d’oliva. La rosolatura deve essere molto leggera. Aggiungere la passata di pomodoro e mescolare con il cucchiaio di legno. Cuocere per  altri 5 minuti. Aggiungere il litro d’acqua e mettere a fuoco vivo fino ad ebollizione. Aggiungere le arselle, l’acqua delle arselle conservata in precedenza e il prezzemolo tritato. Portare ad ebollizione, aggiungere la fregola e lasciarla cuocere. Spegnere 5 minuti prima della cottura desiderata e lasciar riposare affinché la fregola continui la cottura con il calore.

MATERA – Orecchiette al ragù sposato images (1)

Ingredienti per 4 persone: 1 kg g di pomodori pelati, 150 g di polpa di maiale, 150 g di polpa di agnello, 150 grammi di polpa di manzo, 1 spicchio d’aglio, 1 cipolla media, pecorino grattugiato, 4 cucchiai olio extra vergine d’oliva, sale. Per le orecchiette: 500 gr di semola rimacinata di grano duro, acqua tiepida q.b., sale.

Preparazione: tagliare la carne a pezzetti farla rosolare nell’olio, con la cipolla e l’aglio. Aggiungere nello stesso tegame il pomodoro e lasciare cuocere lentamente a fiamma bassa per due ore circa. Salare e ultimate la cottura. Per le orecchiette: mettere la semola rimacinata a fontana su una spianatoia. Aggiungere lentamente l’acqua e il sale e impastare dal centro ai bordi raccogliendo tutta la farina, fino ad ottenere un impasto elastico liscio ed omogeneo. Fare dei bastoncini del calibro di un centimetro e procedere a cavare le orecchiette. Cuocerle in abbondante acqua salata e, un volta pronte, condirle con il sugo e abbondante pecorino.

LECCE – Ciceri e tria cicierietria

Ingredienti per 4 persone: 300 g di ceci, 300 g di polpa di pomodori, 2 cipolle, 1 spicchio d’aglio, 1 gambo di sedano, 1 carota, peperoncino, 4 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, 150 g di semola di grano, 150 g di farina 00, acqua tiepida, olio extravergine, Parmigiano Reggiano.

Preparazione: dopo averli tenuti a bagno per 12 ore, mettere i ceci in una casseruola, ricoprirli d’acqua e farli cuocere per due ore, aggiungendo una cipolla intera, la carota, aglio e sedano, copriteli d’acqua, cuocete 2 ore. Per le tria: mescolare la semola di grano, la farina e l’acqua fino ad ottenere un impasto sodo. Stendere la pasta a disco e ricavandone alcune strisce larghe 1/2 cm e lunghe 6 cm. Friggere 1/3 della pasta in olio caldo e tenete da parte. Lessare le restanti “tria”. Nel frattempo, in una casseruola fare stufare l’altra cipolla tritata con un po’ d’acqua e un pizzico di sale. Evaporato il liquido, aggiungere due cucchiai d’olio e il peperoncino, fate dorare. Unire la polpa dei pomodori e cuocere 10 minuti. Versare nel recipiente i ceci sgocciolati e fare insaporire alcuni minuti. Passarne al setaccio metà e versare la purea ottenuta nella casseruola. Salare e pepare, aggiungere le “tria” lessate, portare a cottura bagnando con il brodo di ceci necessario. Trasferire “ciceri e tria” in un grande piatto concavo, condirle con un giro d’olio extra vergine d’oliva e servirle con le “tria” fritte e formaggio grattugiato.

La Pasqua tarantina di Gloria e i tubettini con le cozze

tubettini con le cozzeEd eccomi in partenza per la città dove sono nata, pronta a vivere i due giorni e le due notti che Taranto dedica ai riti della Settimana Santa dall’epoca della dominazione spagnola nell’Italia meridionale. Protagonisti di queste ore i “Perdoni”. Avanzano scalzi, a coppie, vestiti con un camice bianco stretto in vita e sui polsi, un rosario nero appeso in vita con medaglie sacre ed un crocifisso, una cinghia di cuoio nero attaccata in vita e fatta pendere sul lato sinistro del camice, a rappresentare la frusta che colpì Gesù, una mozzetta color crema abbottonata sul davanti, due scapolari in seta blu chiaro, un cappuccio bianco con due forellini all’altezza degli occhi. Portano inoltre un bastone che simboleggia quello dei pellegrini che si recavano a Roma per ottenere il perdono dai peccati. Il passo che li caratterizza si chiama “nazzecata”, incedere lentissimo e ondeggiante. Alle 15 in punto del Giovedì Santo, si aprono i due ingressi della Chiesa del Carmine: la Prima Posta di Città Vecchia e la Prima Posta di Città Nuova, dando inizio al pellegrinaggio presso gli Altari della Reposizione. L’uscita dei Perdoni è il primo atto della Settimana Santa tarantina che coinvolge l’intera cittadinanza. Il secondo atto parte alla mezzanotte tra il giovedì e il venerdì Santo dalla Chiesa di San Domenico Maggiore, con la processione della statua della Madonna Addolorata che i Perdoni portano in giro per la città fino alla mattina del venerdì,alla ricerca del figlio. I l terzo atto è quello della processione dei Misteri che esce alle cinque del pomeriggio del Venerdì Santo dalla Chiesa del Carmine, portando le statue che simboleggiano la passione di Gesù Cristo, lungo le strade del Borgo Nuovo, fino all’alba. Elementi suggestivi e determinanti sono le marce funebri eseguite magistralmente da tre bande cittadine. In questi due giorni la città diventa un crogiuolo sociale in cui i tarantini residenti incontrano quelli che vi accorrono per onorare questi riti, ritrovare le tradizioni, gli amici, i suoni, l’odore del mare e del cibo. La tradizione dei piatti marinari trova la sua precisa collocazione in questi due giorni di astinenza dalla carne, primi fra tutti i tubettini con le cozze. Ecco la ricetta del piatto tipico tarantino, per 4 persone. Una porzione contiene circa 500 calorie e, seguita da un’insalata di lattuga e una macedonia, ci garantisce un buon sostegno per alcune delle ore da trascorrere in giro per la città.

Ingredienti: 1 kg di cozze pulite; 250 gr di pasta formato tubetti piccoli rigati; 200 gr di pomodoro a pezzi o polpa di pomodoro; 1 spicchio di agli; prezzemolo; quattro cucchiai di olio extra vergine d’oliv; sale, pepe. Procedimento: mettere le cozze intere, opportunamente lavate e pulite, in un tegame coperto. Farle andare a fuoco lento e lasciare che si aprano. Estrarre il mollusco dalla valva e tenerlo da parte, conservando il liquido. Far imbiondire l’aglio nell’olio, aggiungere i pomodori e l’acqua di vegetazione delle cozze ben filtrata. Far cuocere l’intingolo per circa 10 minuti e poi aggiungere le cozze precedentemente pulite. Far andare ancora a fuoco lento per pochi minuti. Cuocere la pasta per la metà del tempo indicato sulla confezione, scolarla ed aggiungerla nel sugo di cozze, facendo cuocere fino ad ultimarne la cottura. Servire con prezzemolo tritato fresco e una pepe nero macinato di fresco.

Il pollo al melograno: una ricetta portafortuna

melogranoLa “nostra” Gloria Turi chiude l’anno di Gusto&Salute con una ricetta ideale anche per “stuzzicare” la fortuna. I menu’ tradizionali delle feste di fine anno propongono combinazioni di sapori e colori che assicurino fortuna, felicità e abbondanza. Ed è così che la tavola accoglie le lenticchie, piccole e tondeggianti come monete, lo zampone , amuleto d’elezione per allontanare lo spettro della fame, l’uva, metafora dei bisogni appagati, dei desideri che si realizzano, le noci e le mandorle, simbolo di fertilità, prosperità e forza. E ancora il melograno, frutto antichissimo impiegato nella cucina medievale per conferire un gusto agrodolce a carni, arrosti, ripieni. Il colore rosso vivo e lucente dei numerosi semi gelatinosi e succulenti gli attribuiscono il ruolo di portafortuna per eccellenza. Lo propongo in una ricetta ideale per un menu’ delle feste, non trascurando le caratteristiche di leggerezza e salubrità che caratterizzano questo spazio. Una porzione, infatti contiene circa 300 calorie, con un limitato contenuto di grassi e un buon apporto di sali minerali e vitamine. Affido dunque al “pollo al melograno” i miei auguri per un nuovo anno pieno di salute, gioia e prosperità.

Ingredienti per 6 persone: un pollo intero; 4 melograni; il succo di un’arancia; uno spicchio d’aglio; una ciocca di salvia; un rametto di rosmarino; un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva; sale; una manciata di mandorle. Preparazione: mettiamo in una ciotola l’olio, il pepe, la salvia, il rosmarino, l’aglio e pochissimo sale. Puliamo per bene il pollo e priviamolo della pelle. Condiamolo con l’olio aromatizzato e facciamolo cuocere in forno caldo per circa 30 minuti. Eliminiamo il grasso rilasciato dalla cottura e aggiungiamo il succo d’arancia e quello di due melograni. Lasciamo ultimare la cottura. Dopo averlo tirato fuori dal forno, lasciamolo intiepidire in modo da poterlo tagliare in pezzi. Disponiamolo su un piatto di portata e aggiungiamo i chicchi interi degli altri due melograni. Copriamo con la carta stagnola e teniamolo nel forno caldo fino al momento di servirlo. Nel frattempo tostiamo le mandorle in un pentolino antiaderente. Quando saranno dorate, tritiamole grossolanamente. Prima di portare il pollo a tavola, amplifichiamo il suo potere propiziatorio cospargendolo con le mandorle tostate. Perfetto se accompagnato da un’insalata di finocchi e arance condita con olio, aceto balsamico ed erba cipollina. La pietanza può essere realizzata sostituendo il pollo con il tacchino, la faraona, il fagiano o il filetto di maiale. Buon appetito!

Sulle tracce (gustose) di Isabella Morra

Torna a scriverci la “nostra” Gloria Turi, questa volta reduce da un affascinante viaggio nel Sud Italia tra gusto e affascinanti scoperte che ci conducono ad un piatto tipico ed equilibrato che vale la pena provare…

Ultimi giorni di una vacanza fra Puglia, Calabria e Basilicata con la voglia di concludere con qualcosa di molto speciale. Guidati da due carissimi amici lucani, la scelta cade sulla XXIII edizione de “L’estate di Isabella”, a Valsinni, situato nella valle del fiume Sinni, in provincia di Matera. Durante il tragitto in automobile, attraversando un paesaggio di straordinaria bellezza, mi raccontano che l’evento di svolge all’interno di un parco letterario dedicato a Isabella Morra, poetessa petrarchista, nata a Valsinni nel 1516 e morta nel 1545, uccisa dai fratelli per una presunta storia d’amore con Diego Sandoval De Castro, poeta di origine spagnola, barone della vicina Nova Siri e nemico della famiglia Morra che, nel conflitto con la Spagna, ha parteggiato per i francesi. I fratelli di Isabella, per motivi d’onore e politici, non accettano nemmeno il sospetto che fra la sorella e il nemico spagnolo, sposato e con figli, possa correre una simpatia, che forse era solo letteraria. Uccidono quindi l’istitutore di Isabella e presunto mezzano d’amore, la stessa Isabella e, l’anno successivo, Diego Sandoval De Castro. Isabella Morra durante l’isolamento nel suo castello, cui i fratelli l’hanno costretta, scrive un canzoniere, fatto di dodici sonetti e tre canzoni, che la connotano come “poetessa della solitudine”. Mi tornano in mente le serate del corso di poesia creativa dell’inverno passato. Voglio saperne di più per condividere con i miei compagni di corso questa scoperta. Sulle tracce di Benedetto Croce che ha fatto un viaggio in Basilicata per cercare testimonianze su questa poetessa che sembra sparita nel nulla, visito il castello che l’ha vista prigioniera. La storia e le poesie, vengono cantate da menestrelli e da cantastorie che ci guidano in una passeggiata nel suggestivo borgo, fino ad arrivare all’ora di cena. Scegliamo un ristorante con una terrazza sospesa fra le stelle, accolti da un oste gentile che ci consiglia prelibatezze locali. Fra le ferricellitante, condivido con voi un primo piatto squisito e facile: i ferricelli con la mollica. I ferricelli sono pasta fresca, che prende il nome dal ferretto attorno al quale la pasta si attorciglia per acquisire la giusta forma. La preparazione della pasta prevede semola di grano duro, acqua e sale. Si fanno dei tronchetti di pasta del calibro di mezzo centimetro, lunghi più o meno dieci centimetri e si roteano intorno ad un ferro stretto e lungo, a sezione quadrata.

Ingredienti per 4 persone500 gr di ferricelli freschi, 100 gr mollica di pane raffermo, 4 cucchiai di olio di oliva extravergine di oliva, 8 cucchiai di salsa di pomodoro fresco, peperoncino. Preparazione: dopo aver scaldato l’olio in un pentolino, versarci la mollica sbriciolata e farla tostare fino a renderla bionda. Cuocere i ferricelli in abbondante acqua, scolarli bene e metterli in una coppa. Condirli con la salsa di pomodoro fresco e cospargerli con la mollica come se fosse formaggio. Aggiungere il peperoncino secondo il proprio gusto. Al posto dei ferricelli può essere usata una qualunque altra pasta fresca non all’uovo oppure gli spaghetti. Una versione più leggera può essere fatta facendo tostare le briciole di pane anziché friggerle. L’effetto non è lo stesso ma è altrettanto gradevole. Togliendo la salsa di pomodoro e lasciando le briciole fritte, si possono aggiungere noci e prezzemolo. In ogni caso, per un pasto equilibrato, questo piatto può essere seguito da un’insalata mista e un frutto.