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Letti per Voi

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La vincitrice di Masterchef in arrivo a Siena

Giovedì 28 aprile l’ultima vincitrice di Masterchef, Erica Liverani, sarà a Siena per presentare il suo libro “A piccoli passi, la mia cucina stagionale” (edito da Baldini&Castaldi). L’appuntamento è alle ore 18 alla Libreria Mondadori di via Montanini 112 per trascorrere un pomeriggio all’insegna del gusto e della passione per la cucina. La serata, aperta al pubblico specie quello dei più piccoli, vedrà protagoniste assieme alla giovane chef, Lella Cesari Ciampoli, fondatrice e direttrice da 20 anni della Scuola di Cucina Internazionale di Siena, Stefania Pianigiani, giornalista, giardiniera e sommelier, autrice del blog “La Finestra di Stefania”. Al sottoscritto spetterà il compito di moderare l’incontro e, soprattutto, le tre donne presenti alla serata, lungo una conversazione incentrata sul piacere del mangiare e del valore della tipicità. Non mancheranno alcuni assaggi sfiziosi al termine dell’incontro.

Appetiti Estremi, storie in amicizia di gusto e territorio con un pizzico di humor

appetiti estremiSi intitola “Appetiti Estremi” ed è libro scritto a quattro mani da due amiche per caso, Stefania Pianigiani e Sabrina Somigli, edito da Ara Edizioni. Il volume in 128 pagine tratteggia racconti che conducono alla scoperta della Toscana meno esplorata dove non mancano cibo, territorio, arte, natura, ma soprattutto tanto humor che dà luogo a situazioni davvero “ridanciane”. “Appetiti Estremi” è la dimostrazione di come un sogno si può avverare grazie alle testimonianze reali di Stefania Pianigiani, giornalista e blogger, ma soprattutto giardiniera e di Sabrina Somigli, microbiologa, prestata con successo alla ristorazione in veste di cuoca. Ma soprattutto è una storia di amicizia, impressa nelle pagine che scorrono veloci sotto lo sguardo del lettore, e come dice il giornalista Aldo Fiordelli, autore della prefazione: “Già dalle prime righe si ha la sensazione di leggere una Muriel Barbery più solare, meno tormentata, toscanizzata di un’ironia più pungente e con un velo di delicato cinismo”. I disegni e la copertina sono di Rakele Tondini, disegnatrice e insegnante di storia del costume al Museo del Tessuto di Prato, conosciuta dalle autrici per caso e con la quale è scattata subito la sintonia. Ad arricchire i racconti, impostati sui principali pasti della giornata, la partecipazione straordinaria di Marco Stabile, chef stellato e presidente dei JRE Italia, Paolo Gori della trattoria da Burde, Giovanni Santarpia che fa la pizza più buona che ci sia, Simone Municchi della gelateria l’Antica Delizia, e la famiglia Pallai del ristorante K2 di Abbadia San Salvatore. Il libro è disponibile in libreria e online sui principali canali di distribuzione. Il debutto in anteprima nazionale sabato 5 settembre alle 17.30 a Pontassieve, all’interno di  “Bocconi e Parole” in piazza Vittorio Emanuele II nell’ambito della manifestazione gastronomica CookStock.

Visioni ed assaggi golosi con “A Cena con Babette”

Visioni e assaggi golosi è questa la formula con cui torna ad essere presentato a Siena “A cena con Babette”, il libro di Lorenzo Bianciardi e Giovanni Pellicci edito da Morellini Editore che in pochi mesi ha già fatto parlare molto di sé. COVER A CENA CON BABETTE dalle 17.30, la presentazione del libro condotta da Giuseppe Gori Savellini, sarà inserita all’interno di un evento molto speciale: una degustazione di golosità a base di cioccolato e vini alla TeaRoom di Porta Giustizia nei pressi di Piazza del Mercato. Il giorno prima, sabato 14 marzo alle 17.30, invece, i due autori saranno ospiti della Libreria Disco Shop di Poggibonsi (Largo Campidoglio 30) con l’introduzione di Elisa Tozzetti e le interpretazioni gastronomiche curate dallo storico ristorante Da Alcide. Due occasioni ghiotte per farsi stuzzicare curiosità e palato da un’opera scritta a quattro mani da due amici giornalisti, Lorenzo Bianciardi cinefilo con la passione per il cibo e Giovanni Pellicci, esperto di enogastronomia sensibile alla magia del grande schermo. “A cena con Babette” non è né un libro di cucina né un manuale di cinema, ma un modo originale per far incontrare due mondi apparentemente lontani e suggerire insoliti abbinamenti enogastronomici ed esperimenti culinari tra la sequenza di un film e l’altra, scegliendo per voi deliziose pellicole “di gusto”, film indimenticabili in cui il cibo è l’attore protagonista. “A cena con Babette” è un invito a gustare il cibo e il cinema con la stessa passione lasciandosi travolgere da emozioni che prolungano il sapore dei film e mettono l’acquolina in bocca. Che si assapora anche attraverso i disegni dell’illustratrice Sara Rambaldi capaci di stimolare anch’essi la fantasia culinaria e che si chiude con la classica ciliegina sulla torta: un’inedita postfazione del semiologo e scrittore Gianfranco Marrone che ci offre un punto di vista “appetitoso” sul valore del cibo nel cinema, ripensandolo con seriosa ironia a partire da una battuta del grande Totò.

A Siena la presentazione de "Il vino è spiritoso" di Alice Lupi

b_Articoli_416_64Ne abbiamo già parlato ai nostri microfoni e venerdì 6 marzo alle 17 (Biblioteca Briganti del Complesso del Santa Maria della Scala) sarà presentato a Siena. Si tratta del libro “Il vino è spiritoso“, scritto da Alice Lupi. Il volume racconta il doppio significato che racchiude la bevanda dionisica, rivelando come la degustazione di vino edonistica abbia le valenze del gioco. All’evento, che sarà moderato da Giovanni Pellicci, interverrà  l’Assessore al Turismo del Comune di Siena Sonia Pallai e l’attore Francesco Di Pinto leggerà alcune filastrocche tratte dal libro. “Il vino è spiritoso” ha ricevuto due riconoscimenti internazionali: la Menzione speciale 2014 del prestigioso premio OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) e il Gourmand Drinks Awards 2014, come miglior libro di letteratura sul vino pubblicato in Italia. Quest’opera propone un punto di vista originale: il legame inscindibile tra la degustazione edonistica del vino e il gioco. Il mondo del vino è proposto in filastrocche; ritmi vivaci descrivono il ciclo della vite, la storia, la degustazione… Passaggi di scienze sociali e ludolinguistici aprono un percorso insolito che si snoda tra gli anfratti e le dualità che caratterizzano la vita quotidiana degli individui.

Il vino è spiritoso
BookSprint Edizioni
Pag. 122
12,80€
ISBN 978-88-6823-9886

Le frattaglie con Romanelli

Leonardo Romanelli è scatenato e domani (martedì 5 aprile) a Firenze presenta “Il libro delle frattaglie”, un volume ricco di ricette che hanno come filo conduttore il “Quinto quarto” ovvero tutte le parti degli animali che, nel corso degli anni, sono state protagoniste, indifferentemente, delle tavole proletarie come quelle della buona borghesia. Fuori moda in casa, ancora attuali quando si va a mangiare in trattoria, o magari ci si ferma a gustare un panino con il lampredotto, le frattaglie rappresentano un cibo dal quale non si può prescindere se abbiamo la voglia di diventare dei veri buongustai. Non solo i classici fegatini, ma anche le animelle, il polmone e quelle di pesce. Un libro da macchiare per usarlo in cucina. L’appuntamento è domani alle 11,30 alla Tripperia “Il Magazzino” in Piazza della Passera 2/3 a Firenze.

Riciclare gli avanzi è un’arte

Oddio quanti avanzi, che spreco! E’ la classica espressione del rimorso dopo l’abbondanza del Natale. Sì perchè prima della grande festa sono state riempite le dispense, i frigoriferi, i congelatori e le cantine. Come se per mesi non si potesse più fare la spesa… “Nonostante quest’anno non abbia voluto esagerare, in frigo c’è di tutto…”. E’ proprio vero che dopo le tavolate natalizie nelle case rimangono i segni del passaggio della festa ma non sono più guardati con simpatia. Perchè, diciamo la verità, mangiare i cibi riscaldati non è il massimo, però buttare il tutto nel cassonetto è uno schiaffo alla povertà. C’è una terza via che ci insegnano illustri cuochi: è l’arte di cucinare con quel che c’è in casa. Ci sono proprio dei libri scritti ad hoc per evitare che la società dell’abbondanza getti via quintali di cibo. Ne segnaliamo due: il primo, “La virtù in cucina e la passione degli avanzi”, scritto da Fabio Picchi, il fondatore del ristorante Il Cibreo, personaggio eclettico e divertente, amante della vera tradizione in cucina che coniuga con il suo stile di vita. Nelle pagine del libro già di interesse internazionale (è stato tra i libri segnalati da The New York Times), Picchi insegna come apprezzare il cibo e imparare a cucinarlo giocando anche con i sette peccati capitali abbinati appunto alle pietanze che meglio li rappresentano. Il secondo libro, è uscito qualche tempo fa ma è sempre valido. A scriverlo è stata una donna, Letizia Nucciotti e si intitola “Avanzi Popolo”. Vale la pena sfogliarli entrambi per apprendere tanti trucchi per riciclare il cibo che riempie i nostri frigoriferi post natalizi. Se poi andate curiosate sul web ci sono decine di siti che pubblicano ricette per recuperare gli avanzi: la più gettonata è quella della reinterpretazione del Pandoro che a quanto pare non si finisce mai…

 

Un medico “talebano” per gli yankee

Gli yankee tutti hamburger e alimentazione sregolata hanno un nuovo spauracchio che punta a stravolgere le loro (cattive) abitudini. Si chiama Thomas A. Farley, medico di New Orleans, nuovo consulente per la salute del sindaco di New York Bloomberg e autore del libro “Ricetta per una nazione sana”. Un vero e proprio talebano della dieta che sta cercando di rimuovere la maggior parte dei vizi degli americani, attraverso un percorso rigido, fatto di nuove regole sanitarie applicate all’alimentazione. Oltre a non poter fumare più nei locali pubblici, il “dittatore” Farley vuole estendere il divieto anche agli spazi aperti. Nei fast food, al menù che già indica le calorie di ciascuna portata, si vogliono abbattere le quantità di sale utilizzate. Non solo: Farley vuole vietare anche ai poveri di utilizzare i buoni spesa erogati dallo stato per acquistare Coca Cola e altre bibite gassate, alla base delle abitudini alimentari della maggior parte dei ceti medio-bassi americani. Una profonda rivoluzione culturale per un popolo, quello a stelle a strisce, tra i più flagellati al mondo dall’obesità. Sono infatti milioni i cittadini Usa costretti, già intorno ai 45 anni, a combattere diabete e ipertensione a suon di pillole di ogni tipo. Un progetto ambizioso e complesso che, al momento, è tutt’altro che popolare, visto l’ostilità nei confronti di regole così rigide da parte di coloro che sono abituati, fin dalla culla, a spararsi un hot dog pieno di salse.

AAA Osteria Toscana Cercasi

E’ uscita la nuova edizione (la numero 21!) di Osterie d’Italia 2011 edita da Slow Food, una delle guide più gettonate dagli italiani. Il modo ideale per scovare osterie tradizionali, trattorie e ristoranti familiari, enoteche con cucina e agriturismi in ogni angolo dello Stivale. Quest’anno la Chiocciola di Slow Food, il riconoscimento più importante, assegnato alle osterie meritevoli per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza, è stata assegnata a 226 locali. Il Piemonte con 24 indirizzi, è la regione con il maggior numero di osterie premiate, seguita dalla Lombardia (23), Veneto(20), Toscana (19) e Campania (18). Queste le chiocciole toscane: Summertime (Capoliveri, Li), Antica fattoria del Grottaione  (Castel del Piano, Gr); Il Cantuccio (Castiglione della Pescaia, Gr); La solita zuppa (Chiusi, Si); Da Burde (Firenze); Locanda borgo antico (Greve in Chianti, Fi); Mangiando mangiando (Greve in Chianti, Fi); Oste scuro (Grosseto); Hosteria la vecchia ròta (Marciano della Chiana, Ar); Il frantoio (Montescudaio, Pi); Il pozzo (Pieve Fosciana, Lu); Il Garibaldi innamorato (Piombino, Li); Re di Puglia (Pisa); Da Bussè (Pontremoli, Ms); La tana degli orsi (Pratovecchio, Ar); Osteria del carcere (San Gimignano, Si); Da Gagliano (Sarteano, Si); Hosteria il carroccio (Siena); Il conte matto (Trequanda, Si). Il volume, che con una bottiglia e una mezzaluna di formaggio premia, rispettivamente, le cantine più fornite e i locali che presentano la migliore selezione di caci; è in vendita a 20 euro per 912 pagine.

“Il ristorante dell’amore ritrovato”

La copertina del libro

Se della cucina giapponese conoscete solo il sushi ed il sashimi siete cool ma poco informati… ed io con voi.

L’ho scoperto leggendo il libro di Ito OgawaIl ristorante dell’amore ritrovato” dove, nella cucina del Lumachino, taverna per pochi intimi, la protagonista riesce a compiere dei miracoli culinari capaci di cambiare i destini dei commensali. La concubina, rimasta fedele al suo amore scomparso, ritrova la voglia di vivere dopo aver assaggiato il nukazuke, una ragazza conquista il cuore dell’amato con i macarons rosa acceso ripiene di lampone, un burbero signore si trasforma in gentiluomo dopo la cena nella stanzetta con le pareti colorate.

Altre storie ed altro cibo si intrecciano alla vita di Ringo, giovane cuoca giapponese con esperienze in ristoranti turchi, francesi, italiani che, dopo una delusione amorosa, si ritira nel paese natio per rinchiudersi in cucina e ricreare il clima del focolare della nonna. E’ stata proprio l’anziana signora ad insegnarle i trucchi culinari, l’importanza degli utensili, la ricerca della qualità. Con la nonna ha imparato a festeggiare l’arrivo del nuovo anno con i toshikoshi soba e sempre lei le ha lasciato in eredità il recipiente in terracotta con nukadoko che a quanto pare è la base della cucina giapponese.

Ovviamente tutto scorre secondo i ritmi nipponici e poi… il colpo di scena.

Il libro è godibile e l’unico rammarico leggendolo, è di non essere capace, noi occidentali, di immaginare i profumi ed i sapori dei piatti di Ringo. Per i significati dei nomi non vi preoccupate in fondo c’è un glossario…

In Giappone il libro ha avuto successo e Ito Ogawa ha aperto anche un sito web che propone ogni giorno originalissime ricette di cucina. Peccato che è solo in giapponese…