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I pirati di Caldaro in arrivo in Toscana

I pirati di Caldaro faranno tappa anche in Toscana (a Firenze, a Siena e poi a Pienza) per raccontare la storia della Schiava, il vitigno principe dell’Alto Adige. I protagonisti  sono Andrea Moser e Gerhard Sanin, due enologi, rispettivamente della Cantina Kaltern e della Erste+Neue, due realtà cooperative di Caldaro. Ciclisti nel tempo libero, hanno dedicato la loro vita professionale alla valorizzazione dei vitigni tipici dell’Alto Adige, accettando in particolare la sfida della varietà Vernatsch (Schiava), l’uva con cui si produce il Kalterersee (Lago di Caldaro Doc), il vino di cui Cantina Kaltern e Erste+Neue sono gli interpreti più conosciuti e premiati. Per questo ora porteranno i loro vini in un viaggio lungo l’Italia in bicicletta, incontrando cuochi, artigiani del cibo e appassionati di vino, raccontanto l’Alto Adige in un modo nuovo, grazie all’incrocio con altre cucine e altre culture. Lungo i mille chilometri che da Caldaro porterà i due ciclisti fino all’Isola di Capri, dal 15 al 26 maggio in 12 tappe, attraverseranno Trentino Alto Adige, Emilia, Toscana, Lazio e infine Campania. Entreranno in Toscana il 18 maggio facendo una prima sosta sull’Appennino a Fanano, poi scenderanno a Firenze il 19 maggio e saranno a cena da Burde. Il giorno dopo, venerdì 20 maggio, saranno all’Osteria Il Vinaio di Siena, dove alle 18.30 incontreranno la cittadinanza per un aperitivo informale, a base delle loro Schiava: il Pfarrhof di Kellerei Kaltern-Caldaro e il Leuchtenburg di Erste + Neue. Il giorno dopo partenza per Pienza e poi il proseguimento verso il Lazio.

 

Degustazioni in quota: Lagrein

Anche Wine Station ha fatto un salto ad Autocthona, il Forum dei vini autoctoni organizzato negli spazi della Fiera di Bolzano. La settima edizione si è aperta ieri (lunedì 25 ottobre) e proseguirà fino a giovedì 28 (per info cliccate qui). Prima del taglio del nastro del salone abbiamo partecipato ad un’interessante degustazione di Lagrein dell’Alto Adige Doc (per chi non lo sapesse si tratta di un vitigno rosso autoctono dell’Alto Adige, oggi vinificato prevalentemente in rosso e in rosato ma in passato anche in bianco) brillantemente condotta dalla sommelier Chris Mayer. La location era un suggestivo maso, il Buschenschank Oberlegar gestito dalla famiglia Schwarz a Mölten, sopra Terlan tra Merano e Bolzano. Atmosfera tipica, con fuori freddo e pioggia e dentro tanto calore e sapori. Queste le etichette che vale la pena appuntare e magari stappare in compagnia di canederli, salsicce locali e senape che, con il freddo alla porta, non guastano affatto.

Grafenleiten Riserva 2000 Obermoser (affinamento in botti piccole per 18 mesi e poi in grandi per 2. Molto vivace e fresco in bocca).

Porphyr Riserva 2002 Cantina Terlano (speziato al naso, elegante e fresco in bocca).

Barbagol Riserva 2004 Laimburg (barriques francesi per 20 mesi poi 4 mesi in bottiglia. Il nome dice tutto: lo stregone che ammalia i sensi).

Meritano una citazione anche l’Egger Ramer Riserva 2007 della Tenuta Kristan e l’Abtei Muri Riserva 2004 di Muri Gires. Se poi siete amanti del tipico provate la Schiava, altro vitigno autoctono della zona, prodotto dal padrone di casa.