Vernaccia di San Gimignano, tra presente e futuro
11 Mag 2016

Vernaccia di San Gimignano, tra presente e futuro

La Vernaccia di San Gimignano ha appena

11 Mag 2016

La Vernaccia di San Gimignano ha appena festeggiato i suoi primi 50 anni “a denominazione di origine” ma già guarda, con ottimismo, al futuro. Nel nostro approfondimento andato in onda sabato 7 maggio in diretta dal Teatro dei Leggieri della città turrita, abbiamo approfondito il tema della ricerca “A cent’anni” che, attraverso un’indagine rivolta ad operatori e consumatori, scruta l’orizzonte della Vernaccia. A coordinare il lavoro è stato Alberto Mattiacci, ordinario di Economica e Gestione delle imprese all’Università La Sapienza di Roma. Queste le sue parole: per riascoltare la puntata completa clicca qui.

Cosa emerge dalla ricerca?

“Si evince uno stato di salute migliore di quello che viene percepito da parte degli stessi produttori. Da una panoramica completa del mercato si intravede una prospettiva di rivitalizzazione del più nobile fra i bianchi del centro Italia”.

Qual è il quadro ad oggi?

“La Vernaccia è al decimo posto nella top ten dei vini bianchi autoctoni italiani, terza per prezzo medio alla produzione del vino sfuso tra i vini bianchi di fascia media e per notorietà presso il consumatore. Inoltre è al nono posto nella vendita nella grande distribuzione”.

Come immagina i prossimi 50 anni?

“La Vernaccia è una denominazione antica e atipica, dotata di forte identità, unica per storia e territorio. A ciò si aggiungere una buona presenza distributiva, un Consorzio che ha voglia di fare e sempre più ottime interpretazioni di prodotto. Insomma ha tutto ciò che serve per divenire un caso di successo”.

Quali sono le strade da battere in futuro?

“Questo vino ha tutte le caratteristiche per cogliere le opportunità che il mercato globale offre, ovvero la crescita nel mondo della middle class quale primo acquirente del vino e lo sviluppo dei wine lovers, consumatori curiosi che vanno alla ricerca di prodotti di nicchia. Si tratta quindi di agire sul marketing interno, per rendere sempre più consapevole tutto il territorio delle potenzialità della Vernaccia, e su quello esterno, perchè l’export è imprescindibile. E’ necessario guardare sempre di più ai mercati esteri, in particolare a quelli più stabili”.

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